Caro diario,
Sono successe cose stranissime in questi giorni. Cose che la mia mente si rifiuta di ricordare. L'orrore di quella giornata ancora mi fa rabbrividire. Te lo devo dire, diario, non ho mai avuta così tanta paura in vita mia, come il mio dell'anno. Ero andata a fare una passeggiata e mi sono diretta fino al villaggio dei contadini. Mi hanno detto che è luogo suggestivo e che lì è popolato da bifolchi Irlandesi. Rozzi e zotici, ma che fanno degli infusi d'erba che fanno cantare anche i palati più fini. Sono fatti da una vecchia signora, che si mormora che sia una strega o cose così. Però è una vecchina così ... strana, ma non mi ha dato una sensazione negativa la prima volta che l'ho vista al mercato.
Comunque sia, diario, ti dico solo che quando sono giunta in quel villagetto, neanche un cane abbaiava e la neve aveva reso l'atmosfera gelida e la nebbia era stranamente calata. Una figura, una figura mi scrutava e mi vedeva. Non so chi sia.. ma l'orrore mi ha colto e la paura mi ha stretto il cuore in una morsa dolorosa. E' stato tutto così rapido e primitivo. Era una paura inspiegabile e ancora adesso mi tremano le mani se ricordo quella scena. La cosa che maggiormente mi ha terrorizzata e che, quando ho provato ad allontanarmi, mi sono ritrovata nello stesso identico punto di prima. Io, non lo so.. forse sono impazzita in quel momento. Oppure no? Io non sono in grado di dare una spiegazione e neanche Abbey, sa darmela.
Si, c'era anche lei, ma è venuta dopo e ... mi ha salvato. Sono svenuta e non so neanch'io il perché di tale gesto. Quella figura... io ... Yeshua, non voglio ricordarla. Non voglio assolutamente ricordare quel momento. Se lo faccio.. so che darò di matto.
Posso solo ringraziare il grezzo fabbro e la piccola Abbey. Sono stati loro a salvarmi e non farmi morire assiderata. Io.. credo che gli devo la vita, Diario.

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