mercoledì 16 novembre 2016

Un nome...
Sono solo un nome... Ecco qui diario... le parole più dolorose che un uomo mi potesse dire. Mi sposa solo perché un nome. Mi sposa perché in questo modo le nostre famiglia si acquietino un poco. Sono una toppa, una toppa nemmeno troppo gradita. E' brutto rendersi conto che lui non ti desidererà mai. E' orribile pensare che non ci sarà mai un minimo di passione. Una persona del genere, uno stronzo simile... non può provare amore. Lo escludo categoricamente. Lo sapevo da tempo, m'illudevo che forse non era così. Continuo ad essere sciocca. Continuo ad essere solo una bimba che prova a farsi grande in questo mondo cattivo. Io tento di nuotare, provo a rimanere a galla come posso, ma ogni tanto sento una mano che mi prende la caviglia e mi trascina giù. Le tenebre, care tenebre e miei dei prediletti. Voi mi farete diventare potente. So che manca poco, so che mi adoreranno e sceglieranno me. Sono una serva così fedele... perché non dovrebbero farlo? Perché non dovrebbero permettermi di vendicarmi di Thomas?

Quando mi ha detto che voleva farmi controllare, per valutare la mia interezza... io ho sorriso e ho pensato ad Alister. Ho sorriso e mi sono detta < Grazie per avermi fermata quella notte, amore mio. >
Lui non mi ha fatto compiere lo sbaglio più grande della mia esistenza, ma sarebbe stato quello più bello. Sarei stata felice per una notte di passione che mi avrebbe travolto e riscaldata. Sarei stata amata, ma mi sarei rovinata. Ha fatto bene Alister... io ti amo, ma non potrò essere tua. Torna da me, ti prego... vieni qui. Amami, sposami ... ti prego...

martedì 15 novembre 2016

Mi ricordo Alister quando mi abbracciava per farmi sentire la sua virilità. Rammento perfettamente come mi faceva sentire.
Ero piccola, innocente e stupida... non capivo cosa volesse dire quel gonfiore in mezzo ai pantaloni del mio amico. Lui sorrideva beffardo e mi diceva "Toccalo ch'è divertente!". Io invece scappavo, ritirandomi perché mi sentivo strana, bagnata in mezzo alle cosce e con la testa che mi girava.
Ero eccitata. Troppo bimba per capirlo e capire che cos'era. C'ho messo degli anni per comprenderlo, ma solo lui mi faceva sentire una infante e ma allo stesso spensierata e felice.
Solo lui mi amava. Cioè anche la mia balia, ma era un amore diverso. Lui mi desiderava e non gli interessava che io ero troppo magra o che il mio viso non fosse bello come quello di mia madre.
Alister adorava farmi sentire imbarazzata, gradiva udirmi balbettare quando le mie guance si tingevano di rosso. Il mio sorriso era così buffo e quando eravamo nudi l'uno di fronte all'altro sensazioni assai contrastanti. Ti rammento che non facemmo nulla di peccaminoso. Non mi fece mai sua, ma giocavamo con lussuria e con innocenza. Mi toccava i seni, le labbra e anche le altre... Era divertente e mi sentivo grande.
Ero così sciocca... così bambina...
Mi dispiace per la me del passato.
Avevo ancora la speranza che lui mi sposasse. Che ci saremmo amati giorno e notte nella mia villa. Che saremmo stati felici, ma erano pensieri di una fanciulla con troppi grilli per la testa. L'amore non esiste e l'uomo è così animale.
Penso sempre che noi donne siamo fragili di corpo e per questo che punto a non esserlo di mente. Quando mi viene in mente i cani che si fottono fra di loro, mi viene un brivido pensando che dovrà capitare anche a me. Alister mi parlava di compire un atto di puro amore, ma per come ne parlano i grandi, sembra solo un mero gesto quotidiano senza alcun sentimento. Mi repulsa al pensiero di stare sotto mentre il mio sposo mi penetra con vigore. Mentre lui spinge fino a farmi sanguinare, senza mai farmi provare piacere.
Ho paura... ho davvero paura quando immagino le miei prime notte di nozze. Mi verrebbe da piangere, ma sarei costretta comunque a giacere con l'uomo che mi ha sposato. Immagino che sia un vecchio con la fiatella. Un nobile di buona famiglia che vuole carne fresca. Tremo e non te lo nascondo diario. Vorrei confessarlo a qualcuno, ma temo di essere derisa o che mi venga risposo: Ma funziona così. Noi donne dobbiamo fare questo!

Vuoi sapere perché ti sto confessando queste cose? La risposta è molto semplice. Ieri notte... Mr Wells ha insistito ad accompagnarmi alla carrozza. Lui ha sempre modi e toni bruschi, ma non ho mai pensato che fosse uno stupratore. Maschio che probabilmente va a perdute si, ma così no. Mi ha afferrata con forza e buttata contro il muro. Sapevo cos'era quella cosa che spingeva sulla patta dei pantaloni. Lo so perfettamente e la cosa  mi ha fatto inorridire. Lo avrei sgozzato se mi avesse preso con la forza. Il coltello era infilato dentro ai miei stivali con un po' di fatica gli lo avrei piantato nella gola. Lo avrei fatto... io non voglio che la mia verginità venga presa così. Io non lo desidero affatto. Vorrei che qualcuno mi amasse un po' che mi facesse sentire amata e non come una giumenta che deve essere ingravidata. Lui neanche desiderava me... guardava la bottega e probabilmente pensava ad Alison. Io volevo piangere, urlare e buttarmi a terra..
Perché quando qualcuno mi sta per stuprare... egli pensa ad un'altra?
E' così triste.
Mi amareggia... però mi ha lasciato andare... ci ha ripensato o semplicemente voleva farmi ricordare cos'era un uomo.
Caro diario... scusa se non ti ho aperto da tempo.
 Le mie giornate sono passate troppo velocemente per riordinare i miei pensieri. I Dì si susseguivano con gioie e dolori per il mio animo inquieto. Ci sono stati momenti di pura felicità, soprattutto quando sono stata nominata finalmente Artista. Quando ho aperto quella lettera il mio cuoricino stava scoppiando di gioia e sulle mie labbra è nato un sorriso di pura felicità. Ho pianto, ma per allegria e per entusiasmo. Volevo ballare in mezzo al teatro, cantare e saltellare come un uccellino libero e gioioso.

Purtroppo... non c'è stata solo allegria.

Thomas Wells... l'uomo che più odio al mondo. Il mio educatore. Uno stupido borghesotto saccente che pensa di sapere tutto lui. E' antipatico, noioso e un figlio di perdura ... Potrei continuare per ore ad insultarlo su questo foglio, ma non ho il coraggio di farlo di persone. Mi lincerebbe e mi punirebbe... già gli do fastidio quando apro bocca. Io sono una donna. Dovrei essere carina, gentile e modesta. Invece non lo sono. Il mio carattere è spigoloso, arrogante e adoro sputare veleno come una vipera. Io non voglio essere come quelle donnine che sanno solo sorridere e sono un ornamento per il loro uomo. No, io voglio essere forte e voglio il potere nelle mie ossute dita. Voglio stringere le redini di questa città. Voglio governarla e schiacciarla sotto il tacco della mia scarpa. Io diventerò immortale e sovrana di questo luogo. Ci metterò molto tempo, anni o secoli... ma ci riuscirò. Un passo alla volta e nessun stupido Wells mi potrà fermare.
Però, forse anche per quieto vivere, dovrò quietarmi e divenire un poco più mansueta. Devo calmare il mio temperamento ed essere più accorta al linguaggio che uso. E' difficile. Mi hanno insegnato che io sono una artista e l'arte è volubile, bella... ma molto leale con chi l'accarezza e la pratica ogni giorno.

Io sono un artista, ma  mi devo addomesticare un poco . Basta che non mi faccia più pulire la chiesa. Mi disgusta! Sono una borghese, non una lurida plebea!

Ha ragione Mrs White a dirmi... di fare attenzione...sono bigotti e non si fermeranno fino a quando non cambieranno o distruggeranno... ogni cosa di diverso rispetto al loro pensiero. L'arte non può morire ed io la difenderò con i denti, anche a costo di fingermi una York.

martedì 27 settembre 2016

Eva è così bella, così ammirata dalle altre persone. Gli uomini sospirano quando la guardano e le donne vogliono essere lei. Ogni volta che sto assieme a lei, mi sento piccola, inferiore... e inerme. Lei è stata applaudita, acclamata... anche se non ha fatto una perfomance perfetta. Anzi, tutt'altro. Lei era terribile, orribile e le mie orecchie ancora sanguinano. Però tutto l'hanno ammirato, già la Duchessa l'ha elogiata ritenendo che avrà un gran futuro.
LEI! LEI? Ho ricevuto, fiori ed elogi... ma lei è stata comunque premiata. Io ho lavorato, ho faticato e mi hanno detto un misero: Complimenti! Non ci sto. Si vede che alle belle donne tutto è permesso. Anche essere lascive e perverse!
Eva è bella, meravigliosa e mi ricorda terribilmente mia madre. Esatto, caro diario, più ci parlo e più la sua immagine si fa sempre più nitida nei miei occhi. Gli stessi capelli neri, gli stessi occhi d'argento. E' la copia della mia orribile madre. Ecco perché è tanto bella. Non posso negare che mia madre fosse stupenda, non posso. E' sempre stata perfetta in ogni dettaglio, anche il seno non troppo maturo era ben apprezzato fra le corti e nei letti dei suoi amanti. Leggiadra, leggera con le ciglia che sfarfallano ogni volta che ne ha bisogno di qualcosa, oppure semplicemente quando pensa e il suo sguardo si fa lontano.
Mirabile, bella... perfetta.. in ogni dettaglio.
Io mi guardo allo specchio e cosa vedo? Una ragazzina a cui non è mai cresciuto il seno. I capelli bruni e gli occhi verdi chiaro. Un nulla, una artista che deve ancora dimostrare tutto. La batterò! La supererò e dimostrerò che la bellezza è solo un frivolo ornamento. E' solo un gioiello da mostrare, ma ch'è inutile... volubile. Io sono Io...
Io sono Elysium Greem.
Io sarò la potenza.
Sarò il vento che spazzerà il mondo.
Io sarò il fuoco che arderà codesto luogo.
Io sono L'OSCURITA'! Mi eleverò e diverrò un immortal.

Osservami Alister, scrutami mentre mi guardi da Lontano. Il tuo tenero passerotto diverrà una drago o un ragno velenoso pronto a balzar appena potrà. Mio amato Alister un giorno ci rincontreremo. Il mio cuore lo sa. Il mio respiro lo sa. Io e te non possiam rimare troppo separati. Quando c'incontreremo nuovamente... tu mi vedrai. Tu vedrai Elysium nuovamente rinata e tu mi amerai come io ti ho sempre amato.
Alister, Madre... Eva....

giovedì 22 settembre 2016

Per poco il mio cuore non mi esplodeva in petto. Sentivo ogni battito cardiaco che premeva contro la mia cassa toracica. Ogni mio respiro che si faceva più affannoso e stentavo a rimanere in piedi. Sentivo la testa pesante come un macigno e le mani non smettevano di tremare.
Ero terrorizzata, temevo che il pubblico volesse il mio sangue, che salisse sul palcoscenico e che mi straziasse con i suoi lunghissimi artigli. Le persone mi sembravano tanti mostri ... orribili creature dagli animi neri.

Però ... non si è rivelato così. Anzi mi hanno accolto e applaudito. Mi hanno sorriso e riso alle mie battute. Quando mi sono accorta che la mia voce era perfetta, mi sono sentita immensamente più sollevata. Era meraviglioso, incantevole... spettacolare in un unico istante mi sono sentita bella.
Cantavo, recitavo e dovevo anche ballare. Dovevo colmare le lacune di Eva perché lei sembrava come se fosse cascata dalle nuvole.
Che cavolo ha combinato? Solitamente è sempre così fredda e pronta.. ieri invece è stato l'opposto. Era strana, terribilmente strana... e mi ha anche baciato! Mi ha baciato! Non era pattuito un bacio, non era menzionato.. mi ha infilato la lingua in gola e tanti cari saluti!
Mi sono sentita violentata!

I Lancaster e tutti gli altri nobili mi hanno applaudito. Ho ricevuto fiori e lode. E' stato fin troppo gratificante. Non ho mai percepito una sensazione così bella. Loro mi vogliono come nobile, sono felice che io possa fare parte della loro famiglia. Mi palpita il cuore al pensier di divenire una nobile. Una signora, una padrona... e lentamente scalerò la vetta verso l'immortalità!

sabato 17 settembre 2016

Capitolo due. 
La principessa rinchiusa
By Elysium Green


I giorni passavano e i cavalieri del regno della superfice si misero alla ricerca disperata della loro principessa. Eden era sparita, nessuno sapeva dove si trovava. Nemmeno gli oracoli che il padre aveva chiamato a corte... sapevano dirgli qualcosa. Era tutto nebuloso e le terre della fanciulla si fecero tristi e grigie. Era come se il loro sole piangesse con loro. Ogni cittadino donò un fiore o versò una lacrima amara. Dopo mesi e mesi... si cominciò a pensare che ella era morta e il suo corpo fosse stato mangiato dalle bestie. Smisero di cercarla e il re s'isolò nel suo maniero

Però la fanciulla non era morta, era stata rapita dalle bestie che vivevano nel sottosuolo. Il regnante di codesto luogo l'aveva rinchiusa in una piccola torre. Era un luogo freddo e tetro, sorvegliato notte e giorno dal buon fauno che aspettava con trepidazione la sua ricompensa che ancora non arrivava.
La povera Eden... pregava ogni giorno e supplicava Yeshua di liberarla, ma purtroppo le sue parole erano troppe lontane e lui non poté mai sentirle. Piangeva ogni giorno... chiedendo al Satiro di liberarla, ma anche quelle orecchie rimasero sorde.
Cosa successe al povero uccellino? Semplice.. fu ricompensato, ma rinchiuso assieme alla principessa. Stava in una gabbia di legno con cibo e un rifugio caldo per i suoi piccoli. Però non era libero e cantava canzoni di amarezza. Probabilmente si sentiva ingannato, ma purtroppo avevano mantenuta ogni loro promessa... almeno per lui.
Il tempo passava e il pianto della ragazza era divenuta una supplica monotona e stancante anche per il satiro. Infatti... alla fine, stufo di quelle lagnose parole, diede un colpo alla porta. La fanciulla sussultò spaventata e lui gli disse:
<Smettila di piangere! Sei diventata fastidiosa, perfino la servitù si lamenta di questo piagnisteo.>
Lei... rispose:
<Ma posso solo fare questo. Voi mi avete rapita, mi avete privata dell'affetto di mio padre e del mio popolo. Io non piango per me stessa, ma per loro.. perché sono rimasti senza una principessa.>
<Allora non hanno perso gran che... se tu sai solo lamentarti.>
Affermò il cavaliere con un tono borbottante: <Poi.. il mio re non ti dona l'affetto la notte? Non viene nelle tue stanze per riscaldarti il tuo letto? Non ti ama forse?>
Domanda il povero Satiro tutto inviperito. La ragazza scosse leggermente la testa. Un moto leggero del capo. <Lui ama solo se stesse. Non ti darà mai il premio che ti spetta per la mia cattura. Siamo entrambi prigionieri e rimarremmo rinchiusi qui per sempre.>
La risposta della fanciulla fu come una pugnalata nell'animo. La bestia sentì le zampe divenire molli e quasi perse l'equilibrio. Aveva gli occhi sgranati e le labbra dischiuse. Però non si fece incantare, almeno... non adesso e diede un colpo sulla porta. Un pugno con tutta la potenza che aveva e addirittura fece incrinare il legno.
<ZITTA! Tu non sai nulla. Diventerò Visir e governerò assieme al mio Re.>
Dichiarò illuso. La fanciulla rimane in silenzio e smise di piangere in questo momento. Gli faceva pena il povero satiro che era convinto di ricevere un giorno il suo premio. Non lo ricevette mai e passarono mesi... quasi un anno. Lui non diventava consigliere e alla fanciulla non cresceva il ventre.

venerdì 16 settembre 2016


CAPITOLO UNO. 
Il re, la principessa e il satiro. 
by Elysium Green



C'era una volta
Una principessa di nome Eden. Ella era la fanciulla più bella di tutto il regno e suo padre la sfoggiava con orgoglio... essendo il suo bene più prezioso.
Le sue terre si estendevano per miglia e miglia... dalle montagne più alte fino agli oceani cristallini. Laghi, fiumi, boschi e pianure... ogni singola cosa apparteneva a suo padre.
Però le creature che abitavano nel sottosuolo erano gelosi della bellezza della fanciulla. Loro erano mostruosi. Metà uomini e metà bestie che si nascondono agli occhi della luce e dalla grazia di Yeshua. Il re di tale oscenità era il più brutto fra tutti. Era una creatura mostruosa, flaccido, dalla pelle completamente bianca e non possedeva gli occhi. Le sue cavità oculari erano sul palmo delle sue mani e vedeva con ciò. Ogni suo dente era aguzzo e i suoi artigli erano più affilati di una lama. Era malvagio come pochi e comandava il suo regno con il pugno di ferro. Non conosceva pietà e ciò che bramava lui voleva. Il suo desiderio era per la giovane fanciulla. Voleva Eden come moglie e l'avrebbe avuta a qualunque costo. Era la sua fissazione... non ci dormiva la notte immanggiando come potesse averla.

Una sera, dopo un sonno irrequieto, chiamò il suo cavaliere più valente e gli disse:<Portami la principessa del regno di sopra e ti ricompenserò adeguatamente. Diverrai il mio Visir e potrai scegliere donne, gioielli e possederai tutto il potere che vorrai. >
Il satiro gonfiò il petto e fiero di questo compito, disse:
<Oh mio signore, ti porterò la principessa ... nulla mi fermerà, nemmeno il vento e le tempeste.>
<Ottimo, mio fido cavaliere, so che farai un adeguato lavoro. Però, lo devi portare a termine entro sette lune, altrimenti verrai ucciso per mio volere. Non voglio soldati che non sappiano portare a compimento anche sciocchi compiti come rapire una nobil-fanciulla dentro ad un castello con mure e soldati.>

Il Satiro, di nome Alloro, si recò nelle terre emerse. Sapeva che era un arduo compito, ma sapeva anche che non poteva fallire. Conosceva le punizioni del Re del sottosuolo e, probabilmente, la sua testa sarebbe finita su una picca se fosse tornato a mani vuote. Non poteva entrare con la forza nel palazzo, ma neanche come visitatore... non con il suo aspetto.
Riflettette per tre giorni e tre notti sotto ad una grande quercia. Un uccellino dai colori sgargianti, credendo che le corna del satiro fossero un ramo, si posò su di esso e cominciò a cantare con fare melodioso. Era una canzone incantevole e ogni contadinella che passava si fermava ad ascoltare incantata, dimenticandosi della bestia che rifletteva sotto l'albero.
 Appena vide ciò e rimanendo basito per quel che successe, prese delicatamente l'uccellino tra le mani e gli sussurrò delicatamente:<Mio amico pennuto.> Si...essendo metà animale poteva comunicare con la fauna delle terre baciate dal sole. <Grazie per avermi fatto venire questa idea. Ora so come rapire la principessa. Ti prego... canta per me... e falla giungere al mio cospetto. Incantala con la tua voce ed io ti darò tutto quello che vorrai in cambio.> Il passerotto, essendo una creaturina semplice e senza particolari ambizioni, rispose: <Vorrei solo un nido per i miei piccoli e tanto cibo per poterli sfamare e farli crescere sani. Se tu mi darai questo, io ti concederò codesto favore.> Alloro acconsentì e fece volare via il volatile. L'uccello cominciò a cantare melodiose canzoni.. sfoggiando il suo miglior repertorio. Sbatteva le ali e danzava nel cielo,attirando l'attenzione della principessa che leggeva sul balcone. La fanciulla, attirata e meravigliata, cominciò a seguire l'animale. Le guardie non si accorsero dei suoi movimenti e neanche le sue ancelle più fidate. Lei uscì dal castello velocemente fino ad arrivare alla quercia in cui l'aspettava il satiro. La creatura si nascose fra le fronde dell'albero, attendendo l'arrivo di Eden e appena la vide si avventò con furore. La fece svenire e non gli diede nemmeno il tempo di urlare. La tramortì con un pugno sul capo ed ella cadde tra le braccia del cavaliere.

Scomparve... senza lasciar alcuna traccia. Trascinata nell'oscurità. Il Re pianse, si disperò e la fece cercare per tutto il regno. Però senza alcun successo. Solamente il passerotto sapeva dov'era finita, ma anche lui era andato nell'oscurità a ricevere il pagamento che gli spettava.



Ho tanto da narrarti caro diario.. troppo.
Vorrei dirti di come mi sono innamorata della mia cavalla. La mia Lady Elisabeth... di come i nostri occhi si sono incontrati e il mio cuore ha iniziato a battere con ardore nel mio minuto petto.
Sono rimasta in silenzio a fissare quella meravigliosa creatura che trottava ritmicamente e teneva la coda alzata per mostrare a tutti la sua avvenenza. Il suo manto color Isabella era lucido come una moneta preziosa e possedeva una lucentezza unica... brillava anche se non c'era nessun astro in cielo ... né sole e né stelle. La criniera corvina era fluente e il vento gli la faceva ondeggiare come se gli la stesse accarezzando.. incantata da quella giumenta.
Non potevo non averla, doveva essere MIA! Il commerciante me l'ha venduta, protestando e dicendo che è la sua bestia più bella... difficilmente voleva separarsene. Però doveva essere mia, non demordevo e alla fine gli ho messo il denaro in mano e lui si è sciolto come un bambino di fronte a delle caramelle. Protestava, eccome se lo faceva. Non voleva, ma alla fine il brillio dei pound lo hanno convinto ed io sono tornata alla villa Lancaster in sella alla mia Lady. Ero fiera, semi cieca, ma fiera. Il mento alto e la schiena ritta, mentre il busto ondeggiava per via dell'andatura svelta della bestia. Aveva un passo energico ed elegante, non c'ho ancora né trottato e neanche galoppato, ma fremevo dal desiderio di farmi una galoppata. Il suo odore mi inebriava le narici, mi eccitava ... il mio animo era in fiamme per una cavalla.
Prima o poi gli dedicherò una canzone solo per lei. La mia musa, la mia amata... L'unica che mi capisce.
Ci siamo incontrate subito. I nostri occhi si sono incrociati per un attimo e lei ha compreso la mia anima e ogni mio più piccolo turbamento. Non ho permesso a nessun volgare staliere di spazzolarla. Lo dovevo fare io.. dovevo accarezzare il suo manto e bruscarla con cura. Le canto canzoni, ninna nanne prima di uscire per recarmi a teatro... mi prendo cura di lei come se fosse la mia amante più cara. Io l'amo.. e lei ricambia i miei sentimenti con coccole e saluti. Quando salgo in sella... io non ho bisogno di guardare, perché so che lei mi guiderà... che mi aiuterà a non finire in un fosso.
Io l'amo.. io l'adoro ... Perché non sei una persona!




lunedì 12 settembre 2016


La mia cecità è migliorata molto, anche se suoi miei occhi è rimasto un orribile effetto morte. Sembra una nebbia che avvolge il mio sguardo e non vuole far tornare il mio verde. Lo sguardo è velato, cadaverico e deprimente... come se tutto fosse morto e non è possibile far più nascere nulla. Adoravo il mio verde. Lo ritenevo diabolico e satanico, ma anche così speranzoso e profondo. E' stato un colpo duro quando mi hanno detto com'erano. Le mani? Poco m'importa non mi sono mai piaciute e le ho sempre trovate troppo piccole e magre con i polsi che premevano sulla pelle come se le ossa volessero uscire. Mettermi i guanti non mi spaventa, ma le miei iridi.. che strazio e che tristezza.

Addio occhi lucenti, addio... specchio della mia anima. Ora sarai solo un tetro vetro opaco che non rifletterà più il mio vero essere. Volevo che tutti capissero che io potevo essere terribile e solenne. Dovevano guardarmi negli occhi e comprendere il mio fervore e il mio animo. Però ora... posso solo dare una piccola sbirciata.

Peccato.
Che tristezza..
Spero che le divinità mi ridiano i miei occhi, un giorno. 
Li rivoglio,
Li desidero
Li bramo nuovamente!
Già immagino quelle vecchiarde che sferruzzano la maglia con rabbia, mentre parlano male di me perché ho messo la calzamaglia. Già ho una immagine molto chiara della loro espressioni inorridite dipinte su quella faccia da befane che si ritrovano. Le loro dita ossute che si muovono sempre più velocemente, mentre i loro animi si accendono di rabbia e schioccano le loro lingue biforcute. Immagino la puzza in quel luogo, così piccolo e ammuffito di vecchi centrini e stoffa tarlata, aggiungendo alla miscela il loro alito pestilenziale. Povero Maggiordomo che posteggia in quel dato luogo, mi fa pena alle volte non l'ho visto mai sorridere. Lo ben immagino, chi accennerebbe ad un sorriso se udisse solamente pettegolezzi  e malignità, mentre quelle vecchie sorseggiano dei The corretti.

"Ma dimmi tu se una ragazzina si possa mettere le braghe. Sarà una nuova moda essere eretiche. Tutte a fare..." Continuando per moltissimo tempo.. mentre elogiano Eva della sua performance da borghese annoiata e viziata.

Perché diario ti ho introdotto in codesto modo? Semplice perché oggi mi sono infilata il mio costume da bardo e devo dire che mi sta divinamente... per quello che ho capito visto che allo specchio vedevo un po' tutto opaco. Abbiamo fatto altre prove per lo spettacolo. Mi hanno mostrato come hanno realizzato le scenografie e come hanno vestito gli attori. Tutti abiti di ottimo gusto e soprattutto Eva, che a mio parere personale, ella è la più bella di tutte. La fa divinamente l'ereditiera. Sembra che lei stessa sia una borghese annoiata e superficiale. Si è calata perfettamente nella parte e spero che la sera della prima la mia voce vada abbastanza bene. Temo sempre di stonare un acuto, di non essere corretta mentre canto. E' una paura folle che mi si annida sempre nell'animo. Non l'ho mai detto a nessuno,ma ho seriamente paura.
Si, hai letto bene Diario, io sono terrorizzata di fare una figuraccia immane. Temo che tutto il tempo passato a valorizzarmi fosse inutile. Temo che le continue prove siano inefficaci. Voglio che le vecchie bisbetiche parlino male di me per la mia calzamaglia e non per la mia performace disastrosa. Lo prego... lo prego con tutto il mio cuore. Voglio essere un gioiello che brilla. Oppure una stella che luccica e che il teatro possa esserne orgoglioso di me.
Prego che i signori oscuri siano compiaciuti di me,
Diario.

martedì 6 settembre 2016


Ho sempre adorato la campagna. Molte malelingue potrebbero dire il contrario, ma l'odore di erba fresca e grano appena tagliato, mi ha sempre inebriato. Poi mi ricorda il mio Alister, il mio bellissimo moretto dagli occhi neri, che si stringeva a me e mi accarezzava in luoghi ove nessun uomo può metter mano. Ho sempre gradito i fiumi, la brezza fresca e le casupole... Ma non quella di qualche giorno fa.
La sciocca e stupida Abbey, mi ha convinto a seguirla. Mi ha condotto vicino alle sponde di un fiume, nei pressi di una catapecchia. Eravamo in mezzo alla campagna con le colline silenti che si stagliavano all'orizzonte. Era nuvoloso, nero come la notte ed io... mi sono portata la lanterna. Non avessi mai fatto, non avessi mai acceso quella stupida fiammella. I miei occhi sono diventati improvvisamente sensibili, era come se il fuoco ardesse e consumasse i miei bulbi. Era tremendo, come se il diavolo avesse deciso di punirmi. Però... in compenso, ho scoperto un potere davvero divertente. Miss Follie me lo ha solo accennato, senza mai dirmelo con certezza. Posso vedere al buio, ma solo le forme e non tutti i particolari. Era meraviglioso, ma spaventoso al medesimo tempo. Mi sentivo potente, ma le miei iridi gridavano dal dolore e anch'io... se vogliamo essere precisi.
Vedevo macchie rosse indistinte, forme strane che danzavano vicino alla sciocca erborista. La minacciavano e le ringhiavano contro, si vedeva che non era gradita. Era una profana... quel male era MOLTO, troppo simile al mio. Quella oscurità mi riconosceva, mi rispettava, ma non mi fece comunque avvicinare a quella casa. Feci dei passi, ma mi accorsi con il mio mal grado che ogni tentativo era inutile. C'era un campo che non mi faceva passare e che mi respingeva. Sono caduta addosso a quella demente, a quell'idiota di bionda dallo sguardo innocente e svampito.
GIURO, GIURO che se capitiamo in una situazione del genere, le taglio la gola e chiedo perdono ai miei padroni oscuri. Non la potevo e non la posso sopportare.
Comunque, continuando a narrare, caro diario: Penso di essere sopravvissuta per miracolo a questa disavventura. Ho creato dalle miei mani fili quasi indistruttibili... ma era inutile e ho rischiato di morire. La testa mi fumava, dal naso grondavo sangue e sentivo in bocca un fortissimo sapore ferroso. Non ricordo molto... so solo che mi sono salvata per puro miracolo. Ricordo di essermi svegliata in drogheria e nulla più.

Penso a ciò che è accaduto. Non riesco a dimenticarlo e non voglio farlo. Ci sono state talmente tante emozioni, sensazioni e dolori diversi che difficilmente penso di descriverle. Vorrei urlare, gridare e cantare il mio lamento come se fossi un cigno ferito. Le dita sono diventate color vinaccio e penso di non riuscire a vedere molto bene. Le forme e le ombre sono sfocate, forse è questo il prezzo di codesto dono? La mia vista sarà per sempre così? Ho paura che la risposta sia si.
Abbey Maledetta... piccola lurida cagna, spero che anche tu abbia preso una botta talmente forte da rincoglionirti ancor di più.





mercoledì 31 agosto 2016

Come ho trascorso le mia Estate?
Come?
Molto semplice sono stata invitata a molte festicciole ed eventi di infima qualità. Mi ricordava troppo le feste che facevo con mia Madre quando mi presentava a possibili partener futuri. Beh non è cambiato molto d'allora, ma ora sono le madri degli uomini a presentarmi a loro. 

<Mio figlio è un ottimo cadetto all’accademia militare. Non ti dico quanto sono orgogliosi i suoi insegnanti ..>

Non saprei contate quante parole ho sentite codeste parole sulle labbra di donne avvizzite e flaccide. Elogiano il loro verginello figlio che mi guarda con occhi spenti cercando di dire qualche parola. Oppure elogiandolo come ottimo cavaliere o tante altre capacità che per loro un uomo deve avere. Spadaccino, condottieri e tant’altro, ma sulle loro bocca non ho mai sentito la parola che m’interessava veramente: Soldi.
Non hanno mai disquisito sulla vita che avrei condotto con loro figlio. Non mi hanno mai fatto dei doni o almeno mostrato di essere una famiglia agiata. Probabilmente vogliono la mia notorietà, vogliono farsi belli agli occhi dei Lancaster desiderando di entrare nel loro pazzo mondo. Sciocchezze… stolti… poveri e semplici borghesotti che mirano ad elevarsi a nobili con un buon matrimonio. Mi ripugnano.
Però anch’io mi sposerei un uomo facoltoso. Un nobile anziano che ha bisogno di una bella moglie da far sfoggio e alla prima notte di nozze lo avvelenerei. Non oserei mai giacere con uno così, mi schiferebbe. Ovviamente dirò che, prima di morire nel sonno, che mi ha fatto provare l’ebbrezza di essere finalmente una donna. Fingerei di essere pingue, mi farei fare appositi abiti per mostrare la mia finta gravidanza… beh dei modi per ingannare questa stolta città ci starebbero. Io, Elysium Green, non desidero affatto un marito. Non voglio essere legata a qualcuno in nessun caso… desidero soltanto la mia indipendenza. Non lo voglio urlare come le stupide suffragette. No… assolutamente no. Adoro muovere i fili in silenzio, mentre mi congedo un bagno di puro latte e olei essenziali.

mercoledì 9 marzo 2016


I Lancaster sono le persone più volubili che conosco. Sono capricciosi ed esigenti, vogliono tante cose e alle volte nulla. Sono una maschera, una sfaccettatura di emozioni vari e di attimi di vita palpabili e forti. I Lancaster sono molte cose. Rose rosse effimere che amano brillare e mostrarsi nella loro bellezza, crogiolandosi nel giardino e ammirandosi fra di loro. Volteggiano in quelle lussuose dimore e passano notte brave senza la minima esitazione. Poi ci sono io, Elysium Green. Non miro all’effimero divertimento, non voglio essere una donna vanesia e vuota. No, no io voglio di più, voglio molto di più! Voglio essere una belva pronta a rampare! Voglio essere dinamica e forte e miro alla mia scalata del potere con trepidazione. Ma paziento, appaio immobile in molti in quei abiti stretti e accollati. Voglio dare l’impressione che sono una fanciulla fragile e che la mia natura sia simile a quella di un usignolo dai tenui colori. Però, nel momento opportuno, io balzerò verso il mio avversario e lo sbranerò e mi mostrerò per quella che sono.
Sono Elysium, sono Elysium … l’Elysium che un giorno diventerà terribilmente e mortalmente bella.




 

lunedì 1 febbraio 2016

Sono successe troppe cose diario,
Troppe.. che mi hanno davvero lasciata senza fiato. Prima di tutto ho conosciuto l'Anonimo Visitatore. Esso è il proprietario del teatro, una figura eccentrica che t'intriga ogni volta che apre bocca o si muove. Abbiamo parlato più volte e sembra sempre interessato alla mia persona, oltre a quella di un'altra mia compagna.. ma li.. è un'altra storia.
Egli vuole che ogni suo artista diventi un suo prezioso gioiello, è molto geloso della sua proprietà e lucida i suoi diletti con molta cura. Ci vede come oggetti, come ninnoli da sfoggiare nei salotti. Gli piace avere persone eccentriche che lo circondino e lo dilettino nella sua noia da immortale (Anche questo punto è da discutere). Lo adoro, lo voglio, ma lo odio nel medesimo tempo. Io lo detesto proprio per la sua propensione a trattarci come un diamante, ma che se non brilliamo a sufficienza è pronto a buttarci nella spazzatura. Io sono io, Elysium.. Emily.. una ragazza forse un po' troppo anonima e mi chiedo sempre cosa abbia visto in me e perché mi ha scelto.
Si, devo spiegarti una cosa essenziale, una cosa importantissima.. un segreto nostro e di altri, ma, diario, devi tacere e ti prego... non farti leggere da nessun'altro.

Sono diventata un ragno, una creatura a servizio degli dei che bramano sangue. Esseri immortali e senza tempo. Lady Lancaster e L'Anonimo credo che siano due di codeste presenze senza tempo. Mi è stato chiesto da Lyli di percorrere la strada per diventare uno di quegli esseri. Di divenire un servo per compiacere i miei padroni immortali. Io voglio diventare come loro! Io lo voglio e lo esigo! Sembro piccola, minuta e senza alcuna personalità, ma io voglio voglio .. sono ambiziosa e prendo ciò che desidero. Ci metto tempo, sono paziente e mi piace tessere la mia tela lentamente. E' stata Cherie a farmi entrare, ha mandato la giovane Lyli e poi mi ha portato nel cimitero per la mia iniziazione. E' stato tutto assurdo e strano, mi sono spaventata tantissimo! Ero terrorizzata dall'oscurità, dal freddo di quella notte e dalle parole che hanno pronunciato. Io mi sono sentita male, non sapevo che fare, ad un certo punto volevo anche scappare. Fuggire da li perché mi sembrava tutto così blasfemo e sacrilego per la mia mente ancora innocente. Però mi sono fatta forza e ho continuato a recitare il giuramento. Ora vedo cose che non potevo immaginare. Il male ha vinto e la mia anima ha cominciato a tingersi interamente di nero. L'oscurità si sta diffondendo nel mio petto e ogni volta che respiro sento una fitta lacerante nello sterno. Se ci penso mi gira la testa, ma ormai devo accettarlo e non posso più tirarmi indietro. Ora è fatto, ora sono una servitrice degli degli, una schiava dell'Anonimo.

Ora mi hanno dato il primo incarico, devo sistemare i disastri di terzi. Devo recuperare un certo Emery e un'altra sciocchina che non sono ancora divenuti servi dei signori, ma ne conoscono la presenza. Come si può essere tanto stupidi? Perché rivelare a mortali che non siano ragni, la loro vera natura. Ora mi devo rimboccare accuratamente le mani e studiare cosa dire. Questa pagina sembrerà confusionaria e sbrigativa, ma.. volevo riassumere gli ultimi avvenimenti. Ti prometto che non ti abbandonerò mai più e cercherò di aggiornarti giorno per giorno, così non ti perderai più pezzi.
Con affetto
Elysium

domenica 17 gennaio 2016

Provo odio, tanto odio nel mio cuor,
L'odio che mi fan tremare le viscere,
l'odio che mi fa ribollire il sangue nella testa.
Odio codesta gente,
Odio la loro superficialità.
Odio ogni più piccolo gretto omuncolo.
Vi odio tutti, dal primi all'ultimo.
Crepate tutti, di morite..
Muori dozzinale Mrs White
Crepa piagnucolosa Abbey
Muori.. stupida sguattera del Messiah.
Vi odio, vi odio..
Odio mia madre,
Mio padre che mi ha lasciato sola
Odio L'Anon visitare, che mi considera una pecora.
Morite,
Crepate,
Lasciatemi urlare, lasciatemi esprimere il mio odio!
Oh cari diario, sei l'unico a cui posso dire.
Sei l'unico a cui posso confessare il mio cuore.
Che gli altri crepino, che tutto va a fuoco.
Lasciatemi esternare
Lasciatemi!
Libera.. liberà sarò.
Presto sarò leggiadra, fra i tendaggi di codesto palcoscenico.
Libera.. di urlare nuovamente.

lunedì 11 gennaio 2016


Diario,
Non ci crederai, ma l'Anonimo Visitatore, il proprietario del teatro, mi ha ha fatto un meraviglioso regalo. Mi ha donato un abito. Si.. un vestito nuovo ed elegante, che posso usarlo per tutti i giorni e anche per qualche evento mondano. La veste è stata fatta in modo che mi mostrassi sempre con fare dignitoso. Non ci sono colori troppo sgargianti e quella nota di rosso non stona affatto. La gonna è di velluto pregiato e quando l'accarezzo è assai piacevole. Il corsetto mi sta d'incanto, è assolutamente su misura. Le maniche, le spalle, la vita, è tutto studiato al millimetro per darmi un'aspetto da vera dama e artista. Ho passato ore allo specchio, sistemando il cappellino e provando nuove acconciature. Non volevo sembrare mai troppo sfacciata e ho preferito sempre avere i capelli sistemati in modo ordinato.
Sono ancora sopraeccitata.. non riesco a smettere di pensare al vestito e alla maestra. Abbiamo, inscenato per pochi attimi, una specie di ... scenetta teatrale che mi ha divertito non poco. Lei era un signore ed io una timida damina. Abbiamo eseguito una botta e risposta improvvisata che mi ha davvero fatto ridacchiare. Mi piace l'ambiente del teatro,è così vivo e pulsante. Non pensavo di trovarmi così a mio agio. E' tutto così libero! Mi fa sentire bene e vitale. Chi lo avrebbe mai detto? Chi pensava che mi trovassi a mio agio in un ambiente un po' troppo esuberante per una tipa come me? Si, mi piace! Voglio scoprire un nuovo tassello di me, voglio sbocciare. Sono curiosa di vedere che fiore sarò. Quale sarà il mio colore e di che fragranza profumerò. Ho così tante vispe domande dentro alla mia testolina. Non riesco a stare ferma neanche un secondo. Diario, ho forse trovato la mia strada? Mi piace questo sentiero che sto battente e penso che ancora lo camminerò allungo.


Caro diario,
Sono successe cose stranissime in questi giorni. Cose che la mia mente si rifiuta di ricordare. L'orrore di quella giornata ancora mi fa rabbrividire. Te lo devo dire, diario, non ho mai avuta così tanta paura in vita mia, come il mio dell'anno. Ero andata a fare una passeggiata e mi sono diretta fino al villaggio dei contadini. Mi hanno detto che è luogo suggestivo e che lì è popolato da bifolchi Irlandesi. Rozzi e zotici, ma che fanno degli infusi d'erba che fanno cantare anche i palati più fini. Sono fatti da una vecchia signora, che si mormora che sia una strega o cose così. Però è una vecchina così ... strana, ma non mi ha dato una sensazione negativa la prima volta che l'ho vista al mercato.
Comunque sia, diario, ti dico solo che quando sono giunta in quel villagetto, neanche un cane abbaiava e la neve aveva reso l'atmosfera gelida e la nebbia era stranamente calata. Una figura, una figura mi scrutava e mi vedeva. Non so chi sia.. ma l'orrore mi ha colto e la paura mi ha stretto il cuore in una morsa dolorosa. E' stato tutto così rapido e primitivo. Era una paura inspiegabile e ancora adesso mi tremano le mani se ricordo quella scena. La cosa che maggiormente mi ha terrorizzata e che, quando ho provato ad allontanarmi, mi sono ritrovata nello stesso identico punto di prima. Io, non lo so.. forse sono impazzita in quel momento. Oppure no? Io non sono in grado di dare una spiegazione e neanche Abbey, sa darmela.
Si, c'era anche lei, ma è venuta dopo e ... mi ha salvato. Sono svenuta e non so neanch'io il perché di tale gesto. Quella figura... io ... Yeshua, non voglio ricordarla. Non voglio assolutamente ricordare quel momento. Se lo faccio.. so che darò di matto.
Posso solo ringraziare il grezzo fabbro e la piccola Abbey. Sono stati loro a salvarmi e non farmi morire assiderata. Io.. credo che gli devo la vita, Diario.


Caro diario,
Forse ti ho trascurato un po' troppo. Forse non sono stata troppo presente e non ti ho confessato ogni cosa con dovizia.
Cerco di rimediare immediatamente e ti narrerò cos'è successo in questi giorni di festeggiamenti.
Prima di tutto mi sono trasferita, ho dato retta ai consigli della Maestra delle arti e ho preso una stanza alla Messiah. E' un luogo ... sporco, si assolutamente puzzolente e sento ogni notte gli scricchiolii di roditori che vanno a banchettare nella cucina. Di certo il convento non era meglio di questa bettola, ma mi esso mi dava.. una sensazione di.. pace. Invece in questa locanda malsana e schifosa.. c'è continuamente musica e le risa non cessano mai! Voglio silenzio, dannazione.. odio quei sbiascichi da ubriachi, li odio, li odio! State zitti!
Musica, risate e festa... gente che ciondola ... è tutto così, riprovevole. Sto risparmiando, o almeno ci provo, per una casetta tutta mia. Purtroppo ho visto quelle dei vicoli e mi è venuta voglia di vomitare solamente osservandole. Poi mi sono recata verso zone più di classe e i prezzi sono schizzati alle stelle. Mi stava venendo un colpo quando mi hanno detto il costo. Mi manca casa mia, voglio tornare nella mia villa di campagna, se mia madre non l'abbia già venduta.
Mi disgusta questa situazione di miseria che mia madre mi ha costretto a vivere. Sia maledetta te, donna! Sia dannata! Mi ha recato solamente che fastidi per tutta la mia vita, perché non sei crepata tu a posto di mio padre? Perché?
Più scrivo queste frasi, e più la rabbia mi sale nel cuore. Più la mia mano scivola sulle pagine e più vorrei urlare l'odio nei confronti di Simon. Mi hai portato via tutto, donnaccia. Mi hai allontanato da Alister, mi hai allontanato dalla mia tata che mi dava amore, mi hai portato via mio padre (Stando a quello che dicono le chiacchiere) e mi hai portato via casa mia! Mi volevi vendere come se fossi una giumenta, ma ora ... madre mia..
Comunque sia.. dovrò attendere per avere una casetta migliore. Dovrò aspettare per avere molte cose: Gioielli, un guardaroba decente, un animale che mi tenga compagnia, un cavallo e tant'altro che ho visto lungo il corso. Spero che qualcun'altro mi faccia qualche regalin! Così almeno posso sbarrare qualche oggetto dalla mia lunghissima lista.
Devo pazientare e un giorno, avrò molte cose. Avrò denaro e chi lo sa.. forse anche del potere. Però io questo, al momento, non lo bramo.