Beh, diario, penso che sia molto tardi e dovrei coricarmi a letto.
Una brava signorina si sarebbe già addormentata e non farebbe pensieri licenziosi sul suo amico d'infanzia. che l'aspetta con ansia a casa. No, una brava ragazza fa le preghierine a Yeshua ed io devo esserlo, altrimenti farei fare una brutta figura e metterei in ridicolo il nome del Teatro.
Comunque sia,Diario, ti ho aperto per mettere dentro di te i miei pensieri su alcune persone.
Il mio primo commento va indubbiamente a Mrs White. Donna.. che mi fa tante domande e cerca sempre di conoscermi un po' meglio. Non la saprei decifrare, non saprei che dire su di lei.. Mi sembra una brava persona a posto.. solo molto impicciona. Però.. non è cattiva, non la conosco ancora e devo stare in guardia da chi mi sorride troppo. Solitamente chi possiede un aspetto gentile, è la prima a pugnalarmi alle spalle. Occhio Elysium.
Poi c'è Mr Moore, che è galante, ma vorrei tenerlo sempre ad un braccio di distanza. Non mi fido assolutamente di un maschio. Alister mi ha mostrato cosa vogliono gli uomini ed io non sono disposta a darglielo! Solo Eliter n'è il proprietario.
Beh, diario ho conosciuto Lady Lancaster, una donna molto vanitosa e bellissima.
Miss Folie, che devo dire mi ha piacevolmente sorpreso nelle sue stranezze.
Poi.. non c'è stato nessun'altra persona degna di nota, un po' la figura silente di Abbey, che probabilmente vuole solo un po' di compagnia. S'è illuminata subito quando gli ho nominato l'atto di Lancillotto con Ginevra. Chi lo sa.. forse anche lei ha il suo Alister che l'aspetta.
lunedì 21 dicembre 2015
Giuro e giuro ancora che questa è l’ultima parte del mio
passato! Croce sul cuore, perché sono stufa di avere male al petto al pensiero
del mio bel Alister. Quando m’immergo in quelle maledette acque, penso a lui.
Pusillanime di un Eliter! Stupido villano.. mi ha rubato il primo bacio e
sottratto l’animo con i suoi occhi neri. Lo odio e lo voglio con me in questo
momento.
Ogni tanto vedo quell’uomo alle terme, quello assieme alla bionda.. si.. quello che la decanta ogni volta e la tocca con fare poco casto. Ci litigo ogni volta e gli rispondo a tono. E’ indubbiamente più grande di me e sicuramente avrà trent’anni o cose così. Dopo una disquisito con lui, ripenso ad Alister e alle litigate che facevamo. Erano finte, lo provocavo apposta.. perché ad ogni litigio nuovo, lui mi toccava in parti nuove. Si.. quando guardo quello sconosciuto rimembro al mio bel giovincello e al suo desiderio delle mie carni ed io alle sue. Sicuramente si sarebbe divertito qui, mi avrebbe sfiorato e avremmo giocato assieme.
Mi avrebbe detto: Allora vieni o ti faccio qualcosa, ed io avrei protesto e lui mi si sarebbe gettato addosso , toccandomi e ridacchiando tutto compiaciuto.
Già, i nostri giochetti erano andati avanti allungo. Per ben due anni noi ci siamo sfiorati e assaporati. Lui aveva diciotto anni a quei tempi. Era un ragazzo bellissimo ed le ragazzine, che facevano le lavandaie, fantasticavano sul suo corpo, mormorando cose indecenti. Era attraente.. I muscoli si erano fatti tonici e la pelle aveva assunto una colorazione piacevolmente uniforme. Ogni tanto lo mettevano a lavorare nei campi e anche se svolgeva lavori di fatica, non si gustava mai. Dai racconti delle signorine della fontana, egli sembra che abbia assaporato la loro giovinezza. Molte ridacchiavano e raccontavano le loro esperienze nel fienile. Io ne ero gelosa! Quelle sciaquette si ed io no?! Ma io ero la sua preferita, lo sapevo in cuor mio. Egli mi dedicava novelle, mentre alle altre sgallettate solo rapporti fugati di notte brave. Leggevamo poesie e contemplavamo gli antichi assieme. Gli insegnai a leggere e scrivere e lui mi ricompensò con poesie e piaceri sensoriali. Non siamo mai andati oltre,purtroppo. Lui non mi voleva assolutamente inguainare ulteriormente.
<Guarda che sono un gentil uomo io.>
Diceva mentre si stendeva sul mio letto a giocare con i miei capelli sciolti e con’altra mano sfiorandomi il seno ancora piatto.
<Davvero? Non mi sembra, Eliter. >
<Eh no, un altro ti avrebbe presa e ti avrebbe reso pingue! Io, invece, faccio il galante ed evito di montarti. Poi come potremmo spiegare ad Ana che t'ho inguaiato ulterioralmente mettendoti incinta? Minimo ti mandano a fare la suora di clausura.>
Io storcevo le labbra e mi divertivo a sbottonargli i pantaloni.
<Ho ricevuto una lettera di mia madre, tornerà a casa fra qualche giorno. Meglio che per un po’ non ti fai vedere in giro, altrimenti ti caccia.>
<Che strazio, ma io voglio giocare con te! Va bene, va bene.. starò buono per un paio di giorni e poi appena se ne andrà, m’infilo di nuovo nella tua gonnella. Tanto un po' d'attesa che sarà mai?>
Noi due non sapevamo che stava per succedere. Non immaginavamo che le notti in cui lui s’infilava nel mio letto si sarebbero concluse. Mia madre, decise che era oppurtuno seguirla a Londra per andare a triun futuro consorte. La cosa mi ha distrutto non poco. Devo andarmi dalla mia città natale, devo andare via da Ana e dal mio Alister! Era troppo per me e quando me lo disse, io svenni nel salotto. Caddi a terra e quando mi risveglia diedi la colpa al corpetto che mi stringeva troppo.
Piansi per giorni, disperata! Si, diario, io ho un cuore.. e lo lasciato Cotswolds.
Prima di partire, nel pomeriggio, dissi che volevo fare una passeggiata nei campi, per salutare quei luoghi incantati e deliziarmi della loro vista un’ultima volta. Acconsentirono e mi lasciarono sola, pensando che ero rattristata perché mi ero affezionata tanto a questi paesaggi ed altre stupidaggini. Schiocchezze! Il mio animo era inquieto solamente perché stavo per perdere Alister!
Quando raggiunsi un granaio, ove avevo dato appuntamento al moro, mi preparai … Si.. mi denudai e rimasi solo con una vestaglia leggera. Era estate ed era piacevole stare solamente con quel indumento di lino. Attesi con ansia il suo arrivo e m’immersi nella paglia, mentre mi scioglievo i capelli. Volevo le sue labbra, volevo il suo respiro sulla pelle.. volevo lui, almeno per quest’ultima sera. Piangevo mentre mi passavo le dita fra i capelli e lui arrivò quand’ero in lacrime. Mi guardò stupefatto e domandò
<Perché piangi? >
Ed io:
<Perché non ti vedrò mai più. >
<Ma che dici!? Sicuramente tua madre ti spedirà a casa. Lo sai che non ti sopporta e tollera poco la tua presenza.>
Diceva per rincuorarla, mentre appoggiava le sue grosse mani sulle sue esili spalle.
<Ma mi vuole trovare marito e se lo trova? Io che faccio? Non voglio nessun uomo che mi guarda sotto la gonnella. Sei tu l’unico che può farlo, tu e tu solo! Non voglio andare via..>
Lui rise e gli donò un piccolo bacio sulla fronte.
<E chi ti sposa? Guarda quanto sei magra. Non mangi e non sorridi. Poi sei intelligente, agli uomini non piacciono le tipe sveglie! Vogliono le oce e tu non lo sei. Sicuramente non troverai nessuno e ti spediranno nuovamente qui.> Si passò la lingua sulle labbra. <Mi prometti una cosa.>
<Che cosa devo prometterti?>
Chiesi con una vocina da fringuello.
<Una cosa molto semplice.>
<Dimmi!>
Lui mi diede un bacio sulle labbra. Mi cominciò a mormorare quelle parole, mentre mi toccava la stoffa, sfiorandomi impudicamente il seno
: <Mi giuri che sarò il primo ad averti? Oggi non posso, non posso farti mia, perché se in futuro ti controllassero tu saresti nei guai. E se il mio sene attecchisce dentro di te? No, è troppo rischioso! Non voglio rovinarti la vita più di quello che ho fatto. E' una cosa solenne fra noi due. Giurami che ti incontrerò di nuovo e che in questo stesso fienile ti farò mia. Ti renderò donna, perché solo io lo posso fare. Tu se mie, l'ho capito dal primo momento che ti ho guardato nella culla. Quando ci siamo visti la prima volta. Tu mi hai sorriso ed io ho già deciso "Lei è mia ed io la devo avere e proteggere". Emy, tu sei il mio piccolo usignolo e giurami che non avrai un'altro.>
Ogni tanto vedo quell’uomo alle terme, quello assieme alla bionda.. si.. quello che la decanta ogni volta e la tocca con fare poco casto. Ci litigo ogni volta e gli rispondo a tono. E’ indubbiamente più grande di me e sicuramente avrà trent’anni o cose così. Dopo una disquisito con lui, ripenso ad Alister e alle litigate che facevamo. Erano finte, lo provocavo apposta.. perché ad ogni litigio nuovo, lui mi toccava in parti nuove. Si.. quando guardo quello sconosciuto rimembro al mio bel giovincello e al suo desiderio delle mie carni ed io alle sue. Sicuramente si sarebbe divertito qui, mi avrebbe sfiorato e avremmo giocato assieme.
Mi avrebbe detto: Allora vieni o ti faccio qualcosa, ed io avrei protesto e lui mi si sarebbe gettato addosso , toccandomi e ridacchiando tutto compiaciuto.
Già, i nostri giochetti erano andati avanti allungo. Per ben due anni noi ci siamo sfiorati e assaporati. Lui aveva diciotto anni a quei tempi. Era un ragazzo bellissimo ed le ragazzine, che facevano le lavandaie, fantasticavano sul suo corpo, mormorando cose indecenti. Era attraente.. I muscoli si erano fatti tonici e la pelle aveva assunto una colorazione piacevolmente uniforme. Ogni tanto lo mettevano a lavorare nei campi e anche se svolgeva lavori di fatica, non si gustava mai. Dai racconti delle signorine della fontana, egli sembra che abbia assaporato la loro giovinezza. Molte ridacchiavano e raccontavano le loro esperienze nel fienile. Io ne ero gelosa! Quelle sciaquette si ed io no?! Ma io ero la sua preferita, lo sapevo in cuor mio. Egli mi dedicava novelle, mentre alle altre sgallettate solo rapporti fugati di notte brave. Leggevamo poesie e contemplavamo gli antichi assieme. Gli insegnai a leggere e scrivere e lui mi ricompensò con poesie e piaceri sensoriali. Non siamo mai andati oltre,purtroppo. Lui non mi voleva assolutamente inguainare ulteriormente.
<Guarda che sono un gentil uomo io.>
Diceva mentre si stendeva sul mio letto a giocare con i miei capelli sciolti e con’altra mano sfiorandomi il seno ancora piatto.
<Davvero? Non mi sembra, Eliter. >
<Eh no, un altro ti avrebbe presa e ti avrebbe reso pingue! Io, invece, faccio il galante ed evito di montarti. Poi come potremmo spiegare ad Ana che t'ho inguaiato ulterioralmente mettendoti incinta? Minimo ti mandano a fare la suora di clausura.>
Io storcevo le labbra e mi divertivo a sbottonargli i pantaloni.
<Ho ricevuto una lettera di mia madre, tornerà a casa fra qualche giorno. Meglio che per un po’ non ti fai vedere in giro, altrimenti ti caccia.>
<Che strazio, ma io voglio giocare con te! Va bene, va bene.. starò buono per un paio di giorni e poi appena se ne andrà, m’infilo di nuovo nella tua gonnella. Tanto un po' d'attesa che sarà mai?>
Noi due non sapevamo che stava per succedere. Non immaginavamo che le notti in cui lui s’infilava nel mio letto si sarebbero concluse. Mia madre, decise che era oppurtuno seguirla a Londra per andare a triun futuro consorte. La cosa mi ha distrutto non poco. Devo andarmi dalla mia città natale, devo andare via da Ana e dal mio Alister! Era troppo per me e quando me lo disse, io svenni nel salotto. Caddi a terra e quando mi risveglia diedi la colpa al corpetto che mi stringeva troppo.
Piansi per giorni, disperata! Si, diario, io ho un cuore.. e lo lasciato Cotswolds.
Prima di partire, nel pomeriggio, dissi che volevo fare una passeggiata nei campi, per salutare quei luoghi incantati e deliziarmi della loro vista un’ultima volta. Acconsentirono e mi lasciarono sola, pensando che ero rattristata perché mi ero affezionata tanto a questi paesaggi ed altre stupidaggini. Schiocchezze! Il mio animo era inquieto solamente perché stavo per perdere Alister!
Quando raggiunsi un granaio, ove avevo dato appuntamento al moro, mi preparai … Si.. mi denudai e rimasi solo con una vestaglia leggera. Era estate ed era piacevole stare solamente con quel indumento di lino. Attesi con ansia il suo arrivo e m’immersi nella paglia, mentre mi scioglievo i capelli. Volevo le sue labbra, volevo il suo respiro sulla pelle.. volevo lui, almeno per quest’ultima sera. Piangevo mentre mi passavo le dita fra i capelli e lui arrivò quand’ero in lacrime. Mi guardò stupefatto e domandò
<Perché piangi? >
Ed io:
<Perché non ti vedrò mai più. >
<Ma che dici!? Sicuramente tua madre ti spedirà a casa. Lo sai che non ti sopporta e tollera poco la tua presenza.>
Diceva per rincuorarla, mentre appoggiava le sue grosse mani sulle sue esili spalle.
<Ma mi vuole trovare marito e se lo trova? Io che faccio? Non voglio nessun uomo che mi guarda sotto la gonnella. Sei tu l’unico che può farlo, tu e tu solo! Non voglio andare via..>
Lui rise e gli donò un piccolo bacio sulla fronte.
<E chi ti sposa? Guarda quanto sei magra. Non mangi e non sorridi. Poi sei intelligente, agli uomini non piacciono le tipe sveglie! Vogliono le oce e tu non lo sei. Sicuramente non troverai nessuno e ti spediranno nuovamente qui.> Si passò la lingua sulle labbra. <Mi prometti una cosa.>
<Che cosa devo prometterti?>
Chiesi con una vocina da fringuello.
<Una cosa molto semplice.>
<Dimmi!>
Lui mi diede un bacio sulle labbra. Mi cominciò a mormorare quelle parole, mentre mi toccava la stoffa, sfiorandomi impudicamente il seno
: <Mi giuri che sarò il primo ad averti? Oggi non posso, non posso farti mia, perché se in futuro ti controllassero tu saresti nei guai. E se il mio sene attecchisce dentro di te? No, è troppo rischioso! Non voglio rovinarti la vita più di quello che ho fatto. E' una cosa solenne fra noi due. Giurami che ti incontrerò di nuovo e che in questo stesso fienile ti farò mia. Ti renderò donna, perché solo io lo posso fare. Tu se mie, l'ho capito dal primo momento che ti ho guardato nella culla. Quando ci siamo visti la prima volta. Tu mi hai sorriso ed io ho già deciso "Lei è mia ed io la devo avere e proteggere". Emy, tu sei il mio piccolo usignolo e giurami che non avrai un'altro.>
Caro diario,
Ti ho mai raccontato del mio primo bacio?
No? Beh.. in primo luogo, ti prometto che riprenderò a narrarti dei fatti odierni e non di avvenimenti del mio passato. Però, mentre mi faccio il bagno nelle calde acque termali, ripenso sempre a Alister e ai suoi occhi neri. Non posso dimenticarlo, non riesco a togliermi dalla mente quel sorriso da cattivo ragazzo e la sua voce suadente che mi riusciva a convincere su ogni cosa.
<Dai.. un bagno al fiume, giuro che non ti guardo mentre ti levi la gonnella!>
Mi diceva sempre, cercando di convincermi a tuffarmi assieme a lui. Ero vestita con un adorabile vestitino verde e con il cappellino di paglia con il fiocchetto color giada che mi aveva regalato Ana. Leggevo il bacio di Lancillotto a Ginevra e non volevo essere disturbata in nessun caso.
<No e no.. ormai sono una signorina e non posso più farmi il bagno con te! Sono venuta qui solo per leggere in pace. Vai via screanzato, altrimenti m’inguai. >
Dicevo con insistenza, mentre lui sorrideva. Aveva sedici anni, mentre io tredici. Il pomo d’adamo si faceva sempre più delineato e il corpo da giovincello era ben formato e per nulla rachitico. La pelle era abbronzata per via delle sue scampagnate nei campi. Era il garzone di casa, ma tendeva a gozzovigliare in giro tornando la sera con i capelli spettinati. Ana lo sgridava e un paio di volte è stato preso anche a cingiate dal cuoco, ma lui gli interessava poco.
<T’inguaio? E come potrei inguaiarti? Mica ti ho chiesto di stenderti e di toglierti le brache. No no.. solo un bagno e ti puoi lasciare la sottana. Poi.. che cosa dovrei vedere? Sei senza tette come quando eri picciola. Su su.. ora spogliati e mi giro dall’altra parte. Faccio il bravo ragazzo ed evito di guardarti, come se non ti ho mai vista a fare il bagno. Che idiozie.. che stupidaggini>
Borbottava lui. Io però non desistevo e non volevo denudarmi.
<No e ancora no! Se qualcuno mi vede lo ridice ad Ana e lei si arrabbierà molto! Non voglio spogliarmi.>
<Guarda che ti bacio.> Dice lui con un sorriso provocatorio. Era la sua minaccia.
<Baciami pure, tanto io con te non faccio il bagno.>
<Sei sicura?>
Ed io convinta gli risposi:<Assolutamente!>
Allora lui uscì dall’acqua con la camicia bianca bagnata e le brache marroni completamente fradici. Mi guardò negli occhi, con sempre quel sorrisetto divertito. Io rimanevo risoluta, niente bagno! Lui però sembrava compiaciuto, si accucciò, mi prese il viso tra le mani e mi diede un bacio. Si.. un bacio ed io ero rimasta talmente tanto scossa che non reagì. Stetti immobili con le labbra dischiuse mentre lui assaporava la mia bocca sia all’interno che all’esterno. Appena superai lo shock lo voletti spingere via e lui mi prese le mani, stringendomi con decisione i polsi.
<Sei che se non ti facevi il bagno ti avrei baciata, ora ti punisco per bene. > Ridacchiò tutto felice, continuandomi a baciare. Non mi piace.. continuare a raccontare quel episodio,perché sentì le sue dita anche dentro al mio vestitino.. esattamente sul mio petto. Non mi piace, perché me ne vergogno. Però da quel giorno, gli disubbidivo a posta.. perché mi piaceva farmi baciare da lui.
Sapeva baciare proprio bene il mio Eliter. Già.. era proprio bravo.
Ti ho mai raccontato del mio primo bacio?
No? Beh.. in primo luogo, ti prometto che riprenderò a narrarti dei fatti odierni e non di avvenimenti del mio passato. Però, mentre mi faccio il bagno nelle calde acque termali, ripenso sempre a Alister e ai suoi occhi neri. Non posso dimenticarlo, non riesco a togliermi dalla mente quel sorriso da cattivo ragazzo e la sua voce suadente che mi riusciva a convincere su ogni cosa.
<Dai.. un bagno al fiume, giuro che non ti guardo mentre ti levi la gonnella!>
Mi diceva sempre, cercando di convincermi a tuffarmi assieme a lui. Ero vestita con un adorabile vestitino verde e con il cappellino di paglia con il fiocchetto color giada che mi aveva regalato Ana. Leggevo il bacio di Lancillotto a Ginevra e non volevo essere disturbata in nessun caso.
<No e no.. ormai sono una signorina e non posso più farmi il bagno con te! Sono venuta qui solo per leggere in pace. Vai via screanzato, altrimenti m’inguai. >
Dicevo con insistenza, mentre lui sorrideva. Aveva sedici anni, mentre io tredici. Il pomo d’adamo si faceva sempre più delineato e il corpo da giovincello era ben formato e per nulla rachitico. La pelle era abbronzata per via delle sue scampagnate nei campi. Era il garzone di casa, ma tendeva a gozzovigliare in giro tornando la sera con i capelli spettinati. Ana lo sgridava e un paio di volte è stato preso anche a cingiate dal cuoco, ma lui gli interessava poco.
<T’inguaio? E come potrei inguaiarti? Mica ti ho chiesto di stenderti e di toglierti le brache. No no.. solo un bagno e ti puoi lasciare la sottana. Poi.. che cosa dovrei vedere? Sei senza tette come quando eri picciola. Su su.. ora spogliati e mi giro dall’altra parte. Faccio il bravo ragazzo ed evito di guardarti, come se non ti ho mai vista a fare il bagno. Che idiozie.. che stupidaggini>
Borbottava lui. Io però non desistevo e non volevo denudarmi.
<No e ancora no! Se qualcuno mi vede lo ridice ad Ana e lei si arrabbierà molto! Non voglio spogliarmi.>
<Guarda che ti bacio.> Dice lui con un sorriso provocatorio. Era la sua minaccia.
<Baciami pure, tanto io con te non faccio il bagno.>
<Sei sicura?>
Ed io convinta gli risposi:<Assolutamente!>
Allora lui uscì dall’acqua con la camicia bianca bagnata e le brache marroni completamente fradici. Mi guardò negli occhi, con sempre quel sorrisetto divertito. Io rimanevo risoluta, niente bagno! Lui però sembrava compiaciuto, si accucciò, mi prese il viso tra le mani e mi diede un bacio. Si.. un bacio ed io ero rimasta talmente tanto scossa che non reagì. Stetti immobili con le labbra dischiuse mentre lui assaporava la mia bocca sia all’interno che all’esterno. Appena superai lo shock lo voletti spingere via e lui mi prese le mani, stringendomi con decisione i polsi.
<Sei che se non ti facevi il bagno ti avrei baciata, ora ti punisco per bene. > Ridacchiò tutto felice, continuandomi a baciare. Non mi piace.. continuare a raccontare quel episodio,perché sentì le sue dita anche dentro al mio vestitino.. esattamente sul mio petto. Non mi piace, perché me ne vergogno. Però da quel giorno, gli disubbidivo a posta.. perché mi piaceva farmi baciare da lui.
Sapeva baciare proprio bene il mio Eliter. Già.. era proprio bravo.
Caro diario,
Sono cresciuta con la balia quand’ero piccina. Non ho
conosciuto l’amore materno, ma quello della mia amorevole tata . Mia madre non
voleva allattarmi al seno, aveva paura che gli lo rovinassi. Lo diceva sempre
Miss Anabel (La bambinaia) che quella donna non aveva un cuore. Ana, come
voleva che io la chiamassi, mi ha nutrito quand’ero un piccolo fagotto. Mi dava
ogni giorni con amore il latte, canticchiandomi dolcissime canzoncine. Era una
donna molto piena, grassa.. come molti la definivano, con la pelle abbronzata e
le mani callose per via del lavoro che svolgeva sia nei campi che a telaio.
Però era dolcissima, una madre per me. Mi ricordo con piacere i suoi capelli
neri che profumavano sempre di campo. Ricordo con amore le mani grassocce che
prendevano le mie guance. Non ho un solo ricordo negativo nei suoi confronti,
neanche quando mi sgridava. Era una donna buona ed io l’amavo! Si.. anzi..
l’amo .. perché penso che sia ancora viva.
Però, andiamo con ordine, ti racconterò com’è entrata nella
nostra casa. Anabel è una donna molto buona e tutti la conoscevano in paese per
la sua gentilezza. Era sposata, ma si trovò vedova per colpa di un asino che
diede un calcio al marito, ammazzandolo in un unico colpo. Non ebbe neanche il
tempo di combattere e la lasciò con un bambino di tre anni ed uno in grembo.
Per il dolore perso il piccolo e si trovò distrutta . Mio padre, forse
intenerito da questa storia, ha preso con se la donna.. mettendola come
cameriera e poi successivamente come balia per me. Mia madre non mi nutriva ed
io non potevo continuare a bere latte di capra, così Ana scaricò il suo amore
materno su di me e suo figlio Alister (Storpiato in Eliter perché io da piccola
non riuscivo mai a pronucnairlo correttamente).
Alister o Eliter come io lo chiamavo con affetto, è il mio
unico amico. Esattamente è più grande di me di ben tre anni e ci conosciamo fin
da quando eravamo piccini. Lui era un tipetto attivo, una vera tempesta. Non
stava mai fermo e mi costringeva a correre nei campi. Lui mi convinceva a fare
cose che non mi erano permesse. Sapevo che non potevo uscire dal giardino di
casa, mi era proibito, ma lui riusciva a convincermi ad arrampicarmi
sull’albero e scappare. Però io non potevo farlo! Mi era severamente vietato,
ero troppo gracile, anzi.. sono troppo fragile! Invece lui, m’intontiva di
parole e riusciva a prendermi in braccio e farmi scappare da quel angusto
giardinetto.
<Emy.. guarda che ti prendo in braccio e ti butto d’altra
parte. O volente o dolente, vieni a giocare con me!>
Diceva sempre con la sua bella voce.
<No, no.. io non gioco con te! Le signore non
corrono!>
E lui, rispondeva:
<Guarda che tu non sei una signora. Le signore hanno le
tette e fino a quando non ti cresceranno non sarai né signora e né signorina.
Se non fai come ti dico, ti bacio!>
Ed io, disgustata gli rispondevo.
<Sei un villano! Sei cattivo e maleducato! Non si baciano
le bambine e poi.. che schifo.. bleah! Poi mi prendo i germi dei
maschietti!>
Borbottavo con tono innocente.
Non posso negare che era un bel fanciullo. Gli occhi erano
neri, profondi come due pozzi e i capelli corvini e tendenti al riccio. Bel viso e sorriso accattivante, era colui
che le fanciulle del paese regalavano i loro sospiri. Ana mi diceva che era un
briccone che faceva innamorare le donzelle, ma era un fetente.. e aggiungeva
che prima o poi avrebbe inguaiato qualche ragazzetta.
<Emy, Emy.. > Mi chiamava sempre così anche se ormai
avevo tredici anni. <Non giocare con Alister che ormai è un ragazzetto. Lui
ha altri interessi. >
<Quali interessi? >
<Lui vuole baciare le ragazzette e giocare con loro in
altri modi.Quindi.. bimba mia, non andare più nei campi con lui, altrimenti
t’inguaia. Dai retta a me.. lui è buono e caro, ma è pur sempre maschio.>
Diario.
Sai com'è nato l'odio fra me e mia madre?
Non l'ho mai raccontato a nessuno perché è un ricordo che
porto aspramente nel cuore. Avevo dieci anni quando tutto iniziò, ma penso che
quella donnaccia già mi odiasse da prima. Era ancora nel periodo di lutto,
vestivamo tutti rigorosamente in nero e i miei capelli erano nascosti in modo
moniacale sotto una cuffietta con tanto di velo sul viso.
"Se lo dovrò tenere io il velo, lo dovrai tenere anche
tu"
mi disse quella arcigna donna, mi costrinse a mettermi
quella veletta. Mi celai allo sguardo di tutti e facevo lezione con il nero
davanti.
Non chiesi mai a mia madre il perché di tale desiderio. Era
la mamma ed io, da sciocca bambina qual'ero, soddisfavo ogni suo capriccio.
Non mangiavamo mai assieme, il suo orario era diverso dal
mio, come aveva imposto alla servitù. Io mi nutrivo alle 12, mentre lei
mangiava alle 13. Non ci vedevamo più, lei diceva perché non voleva vedere come
soffriva, ma.. le commensali mormoravano di lei che si dilettava con il mio
maestro di equitazione nelle sue stanza all'ora in cui io pranzavo.
Ero piccola e non capivo. Ero sciocca! Passarono le
settimane di lutto ed io mi tolsi il velo. Corsi da lei per farle leggere una
poesia che mi piaceva tanto e quando mi vide, si arrestò. Mi fissò con sguardo
arcigno, schioccò la lingua e mi disse:
"Come sei brutta, yeshua manco mi ha donato una bella
figlia. Che cosa ho fatto per avere una bambina con gli occhi color del
diavolo? Vattene, non ti posso vedere! Avrei preferito un figlio storpio e
maschio a te! Balia, portamela via!"
La guardai e rimasi impietrita. Non dissi più nulla e da
quel giorno mi scattò qualcosa. Mi resi conto chi era davvero quella donna. Era
una squaldrina, una lurida Perduta vestita da borghese.
______________________________________________________________________________________
Diario,
Non so perché ho scelto la professione di cantante, forse
per fare un'altro sfreggio a mia madre?
Forse, oppure no...ma chi lo sa. Quella donna mi diceva
sempre: Devi trovare marito in fretta. Non diceva perché voleva sperperare
anche la mia parte di eredità.
Una brava donna deve solo pensare alla casa, ed io ho deciso
di fare la cantante. Neanche la studiosa o un'altra professione più
rispettabile! No.. un'artista che probabilmente finirà ad essere zitella.
Rimanere senza marito mi alletta. Non voglio maritarmi con
qualche sciocco borghesotto pomposo ed egocentrico. Se proprio mi devo unire a
qualcuno che sia nobile con i soldi. Anzi, neanche. Ho fatto la promessa a qualcuno di me caro, gli l'ho giurato... che nessuno, sia donna che uomo, mi avrebbe avuto prima di lui.
Comunque.. Ora, mio caro Diario, non sono più Emily. Non
possiedo più lo sciocco nome che mi ha dato quella perduta di mia madre,
no..ora sono Elysium Green. Ora ho un nuovo nome e sono una artista del teatro!
Se solo Alister mi potesse vedere, sicuramente sarebbe fiero di me e mi direbbe "Canta per me mio bel fringuello" Si si.. sarebbe un momento bellissimo.
Ah.. diario chi è Alister, beh.. te lo racconterò un'altra volta.
Se solo Alister mi potesse vedere, sicuramente sarebbe fiero di me e mi direbbe "Canta per me mio bel fringuello" Si si.. sarebbe un momento bellissimo.
Ah.. diario chi è Alister, beh.. te lo racconterò un'altra volta.
Caro diario,
Ho ancora i brividi per l'altra sera. Il mio cuore non vuole
sentirne di tornare regolare e quando ripenso a quella donna, le mie gote
diventano rosse come due ciliege.
Diaro,è meglio se ti racconto tutto dal principio. Ho
sentito delle signore parlare di bagni caldi e per come lo descrivevano
sembrava che fossero dei bagni comuni, ma non pensavo che fossero così COMUNI.
Ho cercato di essere più discreta possibile, cercando di chiedere
pragmaticamente dove fossero, cercando di apparire il più indifferente
possibile. Assumendo una espressione di chi vuole solo fare una frivola
conversazione.
"Oh,Cara, quel malsano luogo si trova nel Red Light. Un
luogo che è tutt' altro adatto per signore e signorine per bene. Credetemi,
miss Cox, meglio stare alla larga da simil posti di perdizione. "
Non sapevo cos'era il Red Light e quelle donne non
accennavano a dirmelo, come se fosse una cosa che dovessi già sapere. Io non ne
avevo idea di cosa fosse, lo giuro! Ho sentito parlare, dei famosi bordelli e
luoghi di piacere, ma.. non c'ero mai entrata in vita mia. Non ne ero a
conoscenza e quel locale, dalla portcina rossa e nel cuore di stradine
denominate vicoli, non sembrava così peccaminoso. Era una porta come un'altra
con un lumino scarlatto al suo fianco. Non c'erano scritte o altro e questa
cosa mi ha lasciato molto stupida. Appena sono entrata una serie di odori mi ha
investito come se mi fosse stata una carrozza. E' un luogo così.. Yeshua,
faccio difficoltà a descrivero. E' tutto color sangue con interni sfarzosi, ma
sempre di buon gusto. Anche se è molto esagerato ,non cade mai nella opulenza e
anche se è barocco non sfocia nel disgusto roccoco. Devevo fare i complimenti
all'arredatore. Ogni cosa era messa al posto giusto e quei aromi erano
magnifici. Ho chiesto un po' in giro delle terme e una signorina, vestita
solamente con un intimo... Yeshua.. mi vergogno a scriverlo, mi ha indicato la
strada con un sorriso cortese. Devo dire che anche i bagni sono molto belli,
anche se sono in comune sia per maschi e femmina. Molti erano in atteggiamenti
licenziosi e la cosa mi ha disgustato assai. Volevo fare dietro front e andarmene,
ma il mio sudore corporeo e la mia puzza, mi ha costretta a rimanere per
lavarmi un poco.
Mi sono messa la camicia da bagno e la maschera, ma quello
lo avevo già fatto prima. Appena sono uscita dai spoiatoi, è giunta Lady Rose,
che mi ha subito adocchiata. E' una donna così bella e volubile. Non riuscivo a
stare davanti a lei. Ero così.. inerme e mi sentivo il cuore battere con foza.
Li ho conosciuti altre persone, ma.. non gli ho donato troppa importanza, i
miei occhi erano rivolti solamente alla Lady.
Quella donna così bella, mi ha anche infastidito non poco.
Ovviamente, codesto attegiamento mi è nato dopo. Prima ero troppo imbambolata
per capirlo. Quella donna.. è troppo uguale a mia madre. Una donna bellissima e
volubile, che riesce a farti diventare una ameba ogni vola che ti guarda.
Sgualtrina! Si.. indubbiamente è una donnaccia come la donna che mi ha
generato. Mi sono sentita sporca, solamente perché mi ha toccato! Odio le donne
troppo belle, le tedesto! Si.. è così...
Caro Diario,
Sono appena arrivata a Laddington e il viaggio in treno non
è stato dei migliori. La gente era ammucchiata nei vagoni merci e puzzava. La
plebaglia puzzava di morto e di rancido, quasi volevo vomitare quando aspiravo
con il naso. Ho passato il tempo a respirare con la bocca, evitando
accuratamente di sentire il loro olezzo. Io non stavo nel loro stesso vagone,
ai borghesi è concesso viaggiare leggermente meglio. Non tantissimo,
soprattutto per una donna come me che ha perso tutti i soldi. Però lo
percepivo, sentivo chiaramente la loro puzza e ... desideravo dare fuoco ad
ogni cosa. Lungo il viaggio c'era una signora grassa che passava il tempo a
truccarsi e ricoprirsi di cipri, volendo nascondere la calvizia e i pidocchi
sotto una voluminosa parrucca e accessoriata ad un grosso cappello sgualcito
con varie piume spennacchiate. Era orribile e il marito era anche peggio, un
vecchiaccio che non faceva altro che fissarmi e ridacchiava. Io volevo
nascondermi, celarmi alla vista indiscreta di quel porco. Ho passato il viaggio
appallottolata alla mia manta nera con i miei pochi averi stretti al grembo.
Non posso dirti con certezza per quante tempo ho viaggiato. Forse sono stati
giorni o ore, ma la cosa certa che non vedevo l'ora di scendere da quel
macchinario infernale.
Arrivai alla stazione desolata e malinconica. Pioveva a
Laddington e il diluvio mi ha completamente inzuppata. Le stradine erano
spoglie e non c'era illuminazione. Era un posto così diverso da Londra e da
Cotswolds. Era tutto così malinconico che mi ha messo un angoscia nell'anima
incredibile. Non c'era nessun aggente che mi potesse dare indicazioni e l'unica
persona che mi ha rivolta la parola mi ha consigliato di recarmi al Messhia..
oltretuttto schignazzando allegramente. Mi ha decisamente disgustato, ma non ho
ribattuto e mi sono recata li. Beh.. non proprio, sono finita in drogheria e li
ho conosciuto l'apprendista erborista Miss Blockwood e un'altro uomo che non mi
ricorda il nome. L'unica cosa che so.. che sta studiando per diventare medico.
Sono stati tutti estremamente cortesi, ma la cosa mi ha un po' disorientato.
Non sono abituata a tutta questa cortesia rivolta ad uno sconosciuto. Lo
studente mi ha perfino chiesto se volessi che qualcuno mi accompagnasse al
convento il giorno seguemte. Però io non gli ho detto nulla, se lo avessi
fatto.. comunque gli avrei detto di no. E' profondamente sbagliato che un uomo
ti accompagni da qualche parte. La gente parla così facilmente e le male lingue
inventerebbero qualcosa che non esiste! Sono appena arrivata in città, non
voglio chiacchiere perfettamente evitabili. Se dovesse chiedermelo di nuovo,
sarebbe bene che gli spiegassi la faccenda!
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