martedì 27 settembre 2016

Eva è così bella, così ammirata dalle altre persone. Gli uomini sospirano quando la guardano e le donne vogliono essere lei. Ogni volta che sto assieme a lei, mi sento piccola, inferiore... e inerme. Lei è stata applaudita, acclamata... anche se non ha fatto una perfomance perfetta. Anzi, tutt'altro. Lei era terribile, orribile e le mie orecchie ancora sanguinano. Però tutto l'hanno ammirato, già la Duchessa l'ha elogiata ritenendo che avrà un gran futuro.
LEI! LEI? Ho ricevuto, fiori ed elogi... ma lei è stata comunque premiata. Io ho lavorato, ho faticato e mi hanno detto un misero: Complimenti! Non ci sto. Si vede che alle belle donne tutto è permesso. Anche essere lascive e perverse!
Eva è bella, meravigliosa e mi ricorda terribilmente mia madre. Esatto, caro diario, più ci parlo e più la sua immagine si fa sempre più nitida nei miei occhi. Gli stessi capelli neri, gli stessi occhi d'argento. E' la copia della mia orribile madre. Ecco perché è tanto bella. Non posso negare che mia madre fosse stupenda, non posso. E' sempre stata perfetta in ogni dettaglio, anche il seno non troppo maturo era ben apprezzato fra le corti e nei letti dei suoi amanti. Leggiadra, leggera con le ciglia che sfarfallano ogni volta che ne ha bisogno di qualcosa, oppure semplicemente quando pensa e il suo sguardo si fa lontano.
Mirabile, bella... perfetta.. in ogni dettaglio.
Io mi guardo allo specchio e cosa vedo? Una ragazzina a cui non è mai cresciuto il seno. I capelli bruni e gli occhi verdi chiaro. Un nulla, una artista che deve ancora dimostrare tutto. La batterò! La supererò e dimostrerò che la bellezza è solo un frivolo ornamento. E' solo un gioiello da mostrare, ma ch'è inutile... volubile. Io sono Io...
Io sono Elysium Greem.
Io sarò la potenza.
Sarò il vento che spazzerà il mondo.
Io sarò il fuoco che arderà codesto luogo.
Io sono L'OSCURITA'! Mi eleverò e diverrò un immortal.

Osservami Alister, scrutami mentre mi guardi da Lontano. Il tuo tenero passerotto diverrà una drago o un ragno velenoso pronto a balzar appena potrà. Mio amato Alister un giorno ci rincontreremo. Il mio cuore lo sa. Il mio respiro lo sa. Io e te non possiam rimare troppo separati. Quando c'incontreremo nuovamente... tu mi vedrai. Tu vedrai Elysium nuovamente rinata e tu mi amerai come io ti ho sempre amato.
Alister, Madre... Eva....

giovedì 22 settembre 2016

Per poco il mio cuore non mi esplodeva in petto. Sentivo ogni battito cardiaco che premeva contro la mia cassa toracica. Ogni mio respiro che si faceva più affannoso e stentavo a rimanere in piedi. Sentivo la testa pesante come un macigno e le mani non smettevano di tremare.
Ero terrorizzata, temevo che il pubblico volesse il mio sangue, che salisse sul palcoscenico e che mi straziasse con i suoi lunghissimi artigli. Le persone mi sembravano tanti mostri ... orribili creature dagli animi neri.

Però ... non si è rivelato così. Anzi mi hanno accolto e applaudito. Mi hanno sorriso e riso alle mie battute. Quando mi sono accorta che la mia voce era perfetta, mi sono sentita immensamente più sollevata. Era meraviglioso, incantevole... spettacolare in un unico istante mi sono sentita bella.
Cantavo, recitavo e dovevo anche ballare. Dovevo colmare le lacune di Eva perché lei sembrava come se fosse cascata dalle nuvole.
Che cavolo ha combinato? Solitamente è sempre così fredda e pronta.. ieri invece è stato l'opposto. Era strana, terribilmente strana... e mi ha anche baciato! Mi ha baciato! Non era pattuito un bacio, non era menzionato.. mi ha infilato la lingua in gola e tanti cari saluti!
Mi sono sentita violentata!

I Lancaster e tutti gli altri nobili mi hanno applaudito. Ho ricevuto fiori e lode. E' stato fin troppo gratificante. Non ho mai percepito una sensazione così bella. Loro mi vogliono come nobile, sono felice che io possa fare parte della loro famiglia. Mi palpita il cuore al pensier di divenire una nobile. Una signora, una padrona... e lentamente scalerò la vetta verso l'immortalità!

sabato 17 settembre 2016

Capitolo due. 
La principessa rinchiusa
By Elysium Green


I giorni passavano e i cavalieri del regno della superfice si misero alla ricerca disperata della loro principessa. Eden era sparita, nessuno sapeva dove si trovava. Nemmeno gli oracoli che il padre aveva chiamato a corte... sapevano dirgli qualcosa. Era tutto nebuloso e le terre della fanciulla si fecero tristi e grigie. Era come se il loro sole piangesse con loro. Ogni cittadino donò un fiore o versò una lacrima amara. Dopo mesi e mesi... si cominciò a pensare che ella era morta e il suo corpo fosse stato mangiato dalle bestie. Smisero di cercarla e il re s'isolò nel suo maniero

Però la fanciulla non era morta, era stata rapita dalle bestie che vivevano nel sottosuolo. Il regnante di codesto luogo l'aveva rinchiusa in una piccola torre. Era un luogo freddo e tetro, sorvegliato notte e giorno dal buon fauno che aspettava con trepidazione la sua ricompensa che ancora non arrivava.
La povera Eden... pregava ogni giorno e supplicava Yeshua di liberarla, ma purtroppo le sue parole erano troppe lontane e lui non poté mai sentirle. Piangeva ogni giorno... chiedendo al Satiro di liberarla, ma anche quelle orecchie rimasero sorde.
Cosa successe al povero uccellino? Semplice.. fu ricompensato, ma rinchiuso assieme alla principessa. Stava in una gabbia di legno con cibo e un rifugio caldo per i suoi piccoli. Però non era libero e cantava canzoni di amarezza. Probabilmente si sentiva ingannato, ma purtroppo avevano mantenuta ogni loro promessa... almeno per lui.
Il tempo passava e il pianto della ragazza era divenuta una supplica monotona e stancante anche per il satiro. Infatti... alla fine, stufo di quelle lagnose parole, diede un colpo alla porta. La fanciulla sussultò spaventata e lui gli disse:
<Smettila di piangere! Sei diventata fastidiosa, perfino la servitù si lamenta di questo piagnisteo.>
Lei... rispose:
<Ma posso solo fare questo. Voi mi avete rapita, mi avete privata dell'affetto di mio padre e del mio popolo. Io non piango per me stessa, ma per loro.. perché sono rimasti senza una principessa.>
<Allora non hanno perso gran che... se tu sai solo lamentarti.>
Affermò il cavaliere con un tono borbottante: <Poi.. il mio re non ti dona l'affetto la notte? Non viene nelle tue stanze per riscaldarti il tuo letto? Non ti ama forse?>
Domanda il povero Satiro tutto inviperito. La ragazza scosse leggermente la testa. Un moto leggero del capo. <Lui ama solo se stesse. Non ti darà mai il premio che ti spetta per la mia cattura. Siamo entrambi prigionieri e rimarremmo rinchiusi qui per sempre.>
La risposta della fanciulla fu come una pugnalata nell'animo. La bestia sentì le zampe divenire molli e quasi perse l'equilibrio. Aveva gli occhi sgranati e le labbra dischiuse. Però non si fece incantare, almeno... non adesso e diede un colpo sulla porta. Un pugno con tutta la potenza che aveva e addirittura fece incrinare il legno.
<ZITTA! Tu non sai nulla. Diventerò Visir e governerò assieme al mio Re.>
Dichiarò illuso. La fanciulla rimane in silenzio e smise di piangere in questo momento. Gli faceva pena il povero satiro che era convinto di ricevere un giorno il suo premio. Non lo ricevette mai e passarono mesi... quasi un anno. Lui non diventava consigliere e alla fanciulla non cresceva il ventre.

venerdì 16 settembre 2016


CAPITOLO UNO. 
Il re, la principessa e il satiro. 
by Elysium Green



C'era una volta
Una principessa di nome Eden. Ella era la fanciulla più bella di tutto il regno e suo padre la sfoggiava con orgoglio... essendo il suo bene più prezioso.
Le sue terre si estendevano per miglia e miglia... dalle montagne più alte fino agli oceani cristallini. Laghi, fiumi, boschi e pianure... ogni singola cosa apparteneva a suo padre.
Però le creature che abitavano nel sottosuolo erano gelosi della bellezza della fanciulla. Loro erano mostruosi. Metà uomini e metà bestie che si nascondono agli occhi della luce e dalla grazia di Yeshua. Il re di tale oscenità era il più brutto fra tutti. Era una creatura mostruosa, flaccido, dalla pelle completamente bianca e non possedeva gli occhi. Le sue cavità oculari erano sul palmo delle sue mani e vedeva con ciò. Ogni suo dente era aguzzo e i suoi artigli erano più affilati di una lama. Era malvagio come pochi e comandava il suo regno con il pugno di ferro. Non conosceva pietà e ciò che bramava lui voleva. Il suo desiderio era per la giovane fanciulla. Voleva Eden come moglie e l'avrebbe avuta a qualunque costo. Era la sua fissazione... non ci dormiva la notte immanggiando come potesse averla.

Una sera, dopo un sonno irrequieto, chiamò il suo cavaliere più valente e gli disse:<Portami la principessa del regno di sopra e ti ricompenserò adeguatamente. Diverrai il mio Visir e potrai scegliere donne, gioielli e possederai tutto il potere che vorrai. >
Il satiro gonfiò il petto e fiero di questo compito, disse:
<Oh mio signore, ti porterò la principessa ... nulla mi fermerà, nemmeno il vento e le tempeste.>
<Ottimo, mio fido cavaliere, so che farai un adeguato lavoro. Però, lo devi portare a termine entro sette lune, altrimenti verrai ucciso per mio volere. Non voglio soldati che non sappiano portare a compimento anche sciocchi compiti come rapire una nobil-fanciulla dentro ad un castello con mure e soldati.>

Il Satiro, di nome Alloro, si recò nelle terre emerse. Sapeva che era un arduo compito, ma sapeva anche che non poteva fallire. Conosceva le punizioni del Re del sottosuolo e, probabilmente, la sua testa sarebbe finita su una picca se fosse tornato a mani vuote. Non poteva entrare con la forza nel palazzo, ma neanche come visitatore... non con il suo aspetto.
Riflettette per tre giorni e tre notti sotto ad una grande quercia. Un uccellino dai colori sgargianti, credendo che le corna del satiro fossero un ramo, si posò su di esso e cominciò a cantare con fare melodioso. Era una canzone incantevole e ogni contadinella che passava si fermava ad ascoltare incantata, dimenticandosi della bestia che rifletteva sotto l'albero.
 Appena vide ciò e rimanendo basito per quel che successe, prese delicatamente l'uccellino tra le mani e gli sussurrò delicatamente:<Mio amico pennuto.> Si...essendo metà animale poteva comunicare con la fauna delle terre baciate dal sole. <Grazie per avermi fatto venire questa idea. Ora so come rapire la principessa. Ti prego... canta per me... e falla giungere al mio cospetto. Incantala con la tua voce ed io ti darò tutto quello che vorrai in cambio.> Il passerotto, essendo una creaturina semplice e senza particolari ambizioni, rispose: <Vorrei solo un nido per i miei piccoli e tanto cibo per poterli sfamare e farli crescere sani. Se tu mi darai questo, io ti concederò codesto favore.> Alloro acconsentì e fece volare via il volatile. L'uccello cominciò a cantare melodiose canzoni.. sfoggiando il suo miglior repertorio. Sbatteva le ali e danzava nel cielo,attirando l'attenzione della principessa che leggeva sul balcone. La fanciulla, attirata e meravigliata, cominciò a seguire l'animale. Le guardie non si accorsero dei suoi movimenti e neanche le sue ancelle più fidate. Lei uscì dal castello velocemente fino ad arrivare alla quercia in cui l'aspettava il satiro. La creatura si nascose fra le fronde dell'albero, attendendo l'arrivo di Eden e appena la vide si avventò con furore. La fece svenire e non gli diede nemmeno il tempo di urlare. La tramortì con un pugno sul capo ed ella cadde tra le braccia del cavaliere.

Scomparve... senza lasciar alcuna traccia. Trascinata nell'oscurità. Il Re pianse, si disperò e la fece cercare per tutto il regno. Però senza alcun successo. Solamente il passerotto sapeva dov'era finita, ma anche lui era andato nell'oscurità a ricevere il pagamento che gli spettava.



Ho tanto da narrarti caro diario.. troppo.
Vorrei dirti di come mi sono innamorata della mia cavalla. La mia Lady Elisabeth... di come i nostri occhi si sono incontrati e il mio cuore ha iniziato a battere con ardore nel mio minuto petto.
Sono rimasta in silenzio a fissare quella meravigliosa creatura che trottava ritmicamente e teneva la coda alzata per mostrare a tutti la sua avvenenza. Il suo manto color Isabella era lucido come una moneta preziosa e possedeva una lucentezza unica... brillava anche se non c'era nessun astro in cielo ... né sole e né stelle. La criniera corvina era fluente e il vento gli la faceva ondeggiare come se gli la stesse accarezzando.. incantata da quella giumenta.
Non potevo non averla, doveva essere MIA! Il commerciante me l'ha venduta, protestando e dicendo che è la sua bestia più bella... difficilmente voleva separarsene. Però doveva essere mia, non demordevo e alla fine gli ho messo il denaro in mano e lui si è sciolto come un bambino di fronte a delle caramelle. Protestava, eccome se lo faceva. Non voleva, ma alla fine il brillio dei pound lo hanno convinto ed io sono tornata alla villa Lancaster in sella alla mia Lady. Ero fiera, semi cieca, ma fiera. Il mento alto e la schiena ritta, mentre il busto ondeggiava per via dell'andatura svelta della bestia. Aveva un passo energico ed elegante, non c'ho ancora né trottato e neanche galoppato, ma fremevo dal desiderio di farmi una galoppata. Il suo odore mi inebriava le narici, mi eccitava ... il mio animo era in fiamme per una cavalla.
Prima o poi gli dedicherò una canzone solo per lei. La mia musa, la mia amata... L'unica che mi capisce.
Ci siamo incontrate subito. I nostri occhi si sono incrociati per un attimo e lei ha compreso la mia anima e ogni mio più piccolo turbamento. Non ho permesso a nessun volgare staliere di spazzolarla. Lo dovevo fare io.. dovevo accarezzare il suo manto e bruscarla con cura. Le canto canzoni, ninna nanne prima di uscire per recarmi a teatro... mi prendo cura di lei come se fosse la mia amante più cara. Io l'amo.. e lei ricambia i miei sentimenti con coccole e saluti. Quando salgo in sella... io non ho bisogno di guardare, perché so che lei mi guiderà... che mi aiuterà a non finire in un fosso.
Io l'amo.. io l'adoro ... Perché non sei una persona!




lunedì 12 settembre 2016


La mia cecità è migliorata molto, anche se suoi miei occhi è rimasto un orribile effetto morte. Sembra una nebbia che avvolge il mio sguardo e non vuole far tornare il mio verde. Lo sguardo è velato, cadaverico e deprimente... come se tutto fosse morto e non è possibile far più nascere nulla. Adoravo il mio verde. Lo ritenevo diabolico e satanico, ma anche così speranzoso e profondo. E' stato un colpo duro quando mi hanno detto com'erano. Le mani? Poco m'importa non mi sono mai piaciute e le ho sempre trovate troppo piccole e magre con i polsi che premevano sulla pelle come se le ossa volessero uscire. Mettermi i guanti non mi spaventa, ma le miei iridi.. che strazio e che tristezza.

Addio occhi lucenti, addio... specchio della mia anima. Ora sarai solo un tetro vetro opaco che non rifletterà più il mio vero essere. Volevo che tutti capissero che io potevo essere terribile e solenne. Dovevano guardarmi negli occhi e comprendere il mio fervore e il mio animo. Però ora... posso solo dare una piccola sbirciata.

Peccato.
Che tristezza..
Spero che le divinità mi ridiano i miei occhi, un giorno. 
Li rivoglio,
Li desidero
Li bramo nuovamente!
Già immagino quelle vecchiarde che sferruzzano la maglia con rabbia, mentre parlano male di me perché ho messo la calzamaglia. Già ho una immagine molto chiara della loro espressioni inorridite dipinte su quella faccia da befane che si ritrovano. Le loro dita ossute che si muovono sempre più velocemente, mentre i loro animi si accendono di rabbia e schioccano le loro lingue biforcute. Immagino la puzza in quel luogo, così piccolo e ammuffito di vecchi centrini e stoffa tarlata, aggiungendo alla miscela il loro alito pestilenziale. Povero Maggiordomo che posteggia in quel dato luogo, mi fa pena alle volte non l'ho visto mai sorridere. Lo ben immagino, chi accennerebbe ad un sorriso se udisse solamente pettegolezzi  e malignità, mentre quelle vecchie sorseggiano dei The corretti.

"Ma dimmi tu se una ragazzina si possa mettere le braghe. Sarà una nuova moda essere eretiche. Tutte a fare..." Continuando per moltissimo tempo.. mentre elogiano Eva della sua performance da borghese annoiata e viziata.

Perché diario ti ho introdotto in codesto modo? Semplice perché oggi mi sono infilata il mio costume da bardo e devo dire che mi sta divinamente... per quello che ho capito visto che allo specchio vedevo un po' tutto opaco. Abbiamo fatto altre prove per lo spettacolo. Mi hanno mostrato come hanno realizzato le scenografie e come hanno vestito gli attori. Tutti abiti di ottimo gusto e soprattutto Eva, che a mio parere personale, ella è la più bella di tutte. La fa divinamente l'ereditiera. Sembra che lei stessa sia una borghese annoiata e superficiale. Si è calata perfettamente nella parte e spero che la sera della prima la mia voce vada abbastanza bene. Temo sempre di stonare un acuto, di non essere corretta mentre canto. E' una paura folle che mi si annida sempre nell'animo. Non l'ho mai detto a nessuno,ma ho seriamente paura.
Si, hai letto bene Diario, io sono terrorizzata di fare una figuraccia immane. Temo che tutto il tempo passato a valorizzarmi fosse inutile. Temo che le continue prove siano inefficaci. Voglio che le vecchie bisbetiche parlino male di me per la mia calzamaglia e non per la mia performace disastrosa. Lo prego... lo prego con tutto il mio cuore. Voglio essere un gioiello che brilla. Oppure una stella che luccica e che il teatro possa esserne orgoglioso di me.
Prego che i signori oscuri siano compiaciuti di me,
Diario.

martedì 6 settembre 2016


Ho sempre adorato la campagna. Molte malelingue potrebbero dire il contrario, ma l'odore di erba fresca e grano appena tagliato, mi ha sempre inebriato. Poi mi ricorda il mio Alister, il mio bellissimo moretto dagli occhi neri, che si stringeva a me e mi accarezzava in luoghi ove nessun uomo può metter mano. Ho sempre gradito i fiumi, la brezza fresca e le casupole... Ma non quella di qualche giorno fa.
La sciocca e stupida Abbey, mi ha convinto a seguirla. Mi ha condotto vicino alle sponde di un fiume, nei pressi di una catapecchia. Eravamo in mezzo alla campagna con le colline silenti che si stagliavano all'orizzonte. Era nuvoloso, nero come la notte ed io... mi sono portata la lanterna. Non avessi mai fatto, non avessi mai acceso quella stupida fiammella. I miei occhi sono diventati improvvisamente sensibili, era come se il fuoco ardesse e consumasse i miei bulbi. Era tremendo, come se il diavolo avesse deciso di punirmi. Però... in compenso, ho scoperto un potere davvero divertente. Miss Follie me lo ha solo accennato, senza mai dirmelo con certezza. Posso vedere al buio, ma solo le forme e non tutti i particolari. Era meraviglioso, ma spaventoso al medesimo tempo. Mi sentivo potente, ma le miei iridi gridavano dal dolore e anch'io... se vogliamo essere precisi.
Vedevo macchie rosse indistinte, forme strane che danzavano vicino alla sciocca erborista. La minacciavano e le ringhiavano contro, si vedeva che non era gradita. Era una profana... quel male era MOLTO, troppo simile al mio. Quella oscurità mi riconosceva, mi rispettava, ma non mi fece comunque avvicinare a quella casa. Feci dei passi, ma mi accorsi con il mio mal grado che ogni tentativo era inutile. C'era un campo che non mi faceva passare e che mi respingeva. Sono caduta addosso a quella demente, a quell'idiota di bionda dallo sguardo innocente e svampito.
GIURO, GIURO che se capitiamo in una situazione del genere, le taglio la gola e chiedo perdono ai miei padroni oscuri. Non la potevo e non la posso sopportare.
Comunque, continuando a narrare, caro diario: Penso di essere sopravvissuta per miracolo a questa disavventura. Ho creato dalle miei mani fili quasi indistruttibili... ma era inutile e ho rischiato di morire. La testa mi fumava, dal naso grondavo sangue e sentivo in bocca un fortissimo sapore ferroso. Non ricordo molto... so solo che mi sono salvata per puro miracolo. Ricordo di essermi svegliata in drogheria e nulla più.

Penso a ciò che è accaduto. Non riesco a dimenticarlo e non voglio farlo. Ci sono state talmente tante emozioni, sensazioni e dolori diversi che difficilmente penso di descriverle. Vorrei urlare, gridare e cantare il mio lamento come se fossi un cigno ferito. Le dita sono diventate color vinaccio e penso di non riuscire a vedere molto bene. Le forme e le ombre sono sfocate, forse è questo il prezzo di codesto dono? La mia vista sarà per sempre così? Ho paura che la risposta sia si.
Abbey Maledetta... piccola lurida cagna, spero che anche tu abbia preso una botta talmente forte da rincoglionirti ancor di più.