martedì 6 settembre 2016


Ho sempre adorato la campagna. Molte malelingue potrebbero dire il contrario, ma l'odore di erba fresca e grano appena tagliato, mi ha sempre inebriato. Poi mi ricorda il mio Alister, il mio bellissimo moretto dagli occhi neri, che si stringeva a me e mi accarezzava in luoghi ove nessun uomo può metter mano. Ho sempre gradito i fiumi, la brezza fresca e le casupole... Ma non quella di qualche giorno fa.
La sciocca e stupida Abbey, mi ha convinto a seguirla. Mi ha condotto vicino alle sponde di un fiume, nei pressi di una catapecchia. Eravamo in mezzo alla campagna con le colline silenti che si stagliavano all'orizzonte. Era nuvoloso, nero come la notte ed io... mi sono portata la lanterna. Non avessi mai fatto, non avessi mai acceso quella stupida fiammella. I miei occhi sono diventati improvvisamente sensibili, era come se il fuoco ardesse e consumasse i miei bulbi. Era tremendo, come se il diavolo avesse deciso di punirmi. Però... in compenso, ho scoperto un potere davvero divertente. Miss Follie me lo ha solo accennato, senza mai dirmelo con certezza. Posso vedere al buio, ma solo le forme e non tutti i particolari. Era meraviglioso, ma spaventoso al medesimo tempo. Mi sentivo potente, ma le miei iridi gridavano dal dolore e anch'io... se vogliamo essere precisi.
Vedevo macchie rosse indistinte, forme strane che danzavano vicino alla sciocca erborista. La minacciavano e le ringhiavano contro, si vedeva che non era gradita. Era una profana... quel male era MOLTO, troppo simile al mio. Quella oscurità mi riconosceva, mi rispettava, ma non mi fece comunque avvicinare a quella casa. Feci dei passi, ma mi accorsi con il mio mal grado che ogni tentativo era inutile. C'era un campo che non mi faceva passare e che mi respingeva. Sono caduta addosso a quella demente, a quell'idiota di bionda dallo sguardo innocente e svampito.
GIURO, GIURO che se capitiamo in una situazione del genere, le taglio la gola e chiedo perdono ai miei padroni oscuri. Non la potevo e non la posso sopportare.
Comunque, continuando a narrare, caro diario: Penso di essere sopravvissuta per miracolo a questa disavventura. Ho creato dalle miei mani fili quasi indistruttibili... ma era inutile e ho rischiato di morire. La testa mi fumava, dal naso grondavo sangue e sentivo in bocca un fortissimo sapore ferroso. Non ricordo molto... so solo che mi sono salvata per puro miracolo. Ricordo di essermi svegliata in drogheria e nulla più.

Penso a ciò che è accaduto. Non riesco a dimenticarlo e non voglio farlo. Ci sono state talmente tante emozioni, sensazioni e dolori diversi che difficilmente penso di descriverle. Vorrei urlare, gridare e cantare il mio lamento come se fossi un cigno ferito. Le dita sono diventate color vinaccio e penso di non riuscire a vedere molto bene. Le forme e le ombre sono sfocate, forse è questo il prezzo di codesto dono? La mia vista sarà per sempre così? Ho paura che la risposta sia si.
Abbey Maledetta... piccola lurida cagna, spero che anche tu abbia preso una botta talmente forte da rincoglionirti ancor di più.





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