lunedì 21 dicembre 2015

Caro diario,
Ti ho mai raccontato del mio primo bacio?
No? Beh.. in primo luogo, ti prometto che riprenderò a narrarti dei fatti odierni e non di avvenimenti del mio passato. Però, mentre mi faccio il bagno nelle calde acque termali, ripenso sempre a Alister e ai suoi occhi neri. Non posso dimenticarlo, non riesco a togliermi dalla mente quel sorriso da cattivo ragazzo e la sua voce suadente che mi riusciva a convincere su ogni cosa.
<Dai.. un bagno al fiume, giuro che non ti guardo mentre ti levi la gonnella!>
Mi diceva sempre, cercando di convincermi a tuffarmi assieme a lui. Ero vestita con un adorabile vestitino verde e con il cappellino di paglia con il fiocchetto color giada che mi aveva regalato Ana. Leggevo il bacio di Lancillotto a Ginevra e non volevo essere disturbata in nessun caso.
<No e no.. ormai sono una signorina e non posso più farmi il bagno con te! Sono venuta qui solo per leggere in pace. Vai via screanzato, altrimenti m’inguai. >
Dicevo con insistenza, mentre lui sorrideva. Aveva sedici anni, mentre io tredici. Il pomo d’adamo si faceva sempre più delineato e il corpo da giovincello era ben formato e per nulla rachitico. La pelle era abbronzata per via delle sue scampagnate nei campi. Era il garzone di casa, ma tendeva a gozzovigliare in giro tornando la sera con i capelli spettinati. Ana lo sgridava e un paio di volte è stato preso anche a cingiate dal cuoco, ma lui gli interessava poco.
<T’inguaio? E come potrei inguaiarti? Mica ti ho chiesto di stenderti e di toglierti le brache. No no.. solo un bagno e ti puoi lasciare la sottana. Poi.. che cosa dovrei vedere? Sei senza tette come quando eri picciola. Su su.. ora spogliati e mi giro dall’altra parte. Faccio il bravo ragazzo ed evito di guardarti, come se non ti ho mai vista a fare il bagno. Che idiozie.. che stupidaggini>
Borbottava lui. Io però non desistevo e non volevo denudarmi.
<No e ancora no! Se qualcuno mi vede lo ridice ad Ana e lei si arrabbierà molto! Non voglio spogliarmi.>
<Guarda che ti bacio.> Dice lui con un sorriso provocatorio. Era la sua minaccia.
<Baciami pure, tanto io con te non faccio il bagno.>
<Sei sicura?>
Ed io convinta gli risposi:<Assolutamente!>
Allora lui uscì dall’acqua con la camicia bianca bagnata e le brache marroni completamente fradici. Mi guardò negli occhi, con sempre quel sorrisetto divertito. Io rimanevo risoluta, niente bagno! Lui però sembrava compiaciuto, si accucciò, mi prese il viso tra le mani e mi diede un bacio. Si.. un bacio ed io ero rimasta talmente tanto scossa che non reagì. Stetti immobili con le labbra dischiuse mentre lui assaporava la mia bocca sia all’interno che all’esterno. Appena superai lo shock lo voletti spingere via e lui mi prese le mani, stringendomi con decisione i polsi.
<Sei che se non ti facevi il bagno ti avrei baciata, ora ti punisco per bene. > Ridacchiò tutto felice, continuandomi a baciare. Non mi piace.. continuare a raccontare quel episodio,perché sentì le sue dita anche dentro al mio vestitino.. esattamente sul mio petto. Non mi piace, perché me ne vergogno. Però da quel giorno, gli disubbidivo a posta.. perché mi piaceva farmi baciare da lui.
Sapeva baciare proprio bene il mio Eliter. Già.. era proprio bravo.


Nessun commento:

Posta un commento