Giuro e giuro ancora che questa è l’ultima parte del mio
passato! Croce sul cuore, perché sono stufa di avere male al petto al pensiero
del mio bel Alister. Quando m’immergo in quelle maledette acque, penso a lui.
Pusillanime di un Eliter! Stupido villano.. mi ha rubato il primo bacio e
sottratto l’animo con i suoi occhi neri. Lo odio e lo voglio con me in questo
momento.
Ogni tanto vedo quell’uomo alle terme, quello assieme alla bionda.. si.. quello che la decanta ogni volta e la tocca con fare poco casto. Ci litigo ogni volta e gli rispondo a tono. E’ indubbiamente più grande di me e sicuramente avrà trent’anni o cose così. Dopo una disquisito con lui, ripenso ad Alister e alle litigate che facevamo. Erano finte, lo provocavo apposta.. perché ad ogni litigio nuovo, lui mi toccava in parti nuove. Si.. quando guardo quello sconosciuto rimembro al mio bel giovincello e al suo desiderio delle mie carni ed io alle sue. Sicuramente si sarebbe divertito qui, mi avrebbe sfiorato e avremmo giocato assieme.
Mi avrebbe detto: Allora vieni o ti faccio qualcosa, ed io avrei protesto e lui mi si sarebbe gettato addosso , toccandomi e ridacchiando tutto compiaciuto.
Già, i nostri giochetti erano andati avanti allungo. Per ben due anni noi ci siamo sfiorati e assaporati. Lui aveva diciotto anni a quei tempi. Era un ragazzo bellissimo ed le ragazzine, che facevano le lavandaie, fantasticavano sul suo corpo, mormorando cose indecenti. Era attraente.. I muscoli si erano fatti tonici e la pelle aveva assunto una colorazione piacevolmente uniforme. Ogni tanto lo mettevano a lavorare nei campi e anche se svolgeva lavori di fatica, non si gustava mai. Dai racconti delle signorine della fontana, egli sembra che abbia assaporato la loro giovinezza. Molte ridacchiavano e raccontavano le loro esperienze nel fienile. Io ne ero gelosa! Quelle sciaquette si ed io no?! Ma io ero la sua preferita, lo sapevo in cuor mio. Egli mi dedicava novelle, mentre alle altre sgallettate solo rapporti fugati di notte brave. Leggevamo poesie e contemplavamo gli antichi assieme. Gli insegnai a leggere e scrivere e lui mi ricompensò con poesie e piaceri sensoriali. Non siamo mai andati oltre,purtroppo. Lui non mi voleva assolutamente inguainare ulteriormente.
<Guarda che sono un gentil uomo io.>
Diceva mentre si stendeva sul mio letto a giocare con i miei capelli sciolti e con’altra mano sfiorandomi il seno ancora piatto.
<Davvero? Non mi sembra, Eliter. >
<Eh no, un altro ti avrebbe presa e ti avrebbe reso pingue! Io, invece, faccio il galante ed evito di montarti. Poi come potremmo spiegare ad Ana che t'ho inguaiato ulterioralmente mettendoti incinta? Minimo ti mandano a fare la suora di clausura.>
Io storcevo le labbra e mi divertivo a sbottonargli i pantaloni.
<Ho ricevuto una lettera di mia madre, tornerà a casa fra qualche giorno. Meglio che per un po’ non ti fai vedere in giro, altrimenti ti caccia.>
<Che strazio, ma io voglio giocare con te! Va bene, va bene.. starò buono per un paio di giorni e poi appena se ne andrà, m’infilo di nuovo nella tua gonnella. Tanto un po' d'attesa che sarà mai?>
Noi due non sapevamo che stava per succedere. Non immaginavamo che le notti in cui lui s’infilava nel mio letto si sarebbero concluse. Mia madre, decise che era oppurtuno seguirla a Londra per andare a triun futuro consorte. La cosa mi ha distrutto non poco. Devo andarmi dalla mia città natale, devo andare via da Ana e dal mio Alister! Era troppo per me e quando me lo disse, io svenni nel salotto. Caddi a terra e quando mi risveglia diedi la colpa al corpetto che mi stringeva troppo.
Piansi per giorni, disperata! Si, diario, io ho un cuore.. e lo lasciato Cotswolds.
Prima di partire, nel pomeriggio, dissi che volevo fare una passeggiata nei campi, per salutare quei luoghi incantati e deliziarmi della loro vista un’ultima volta. Acconsentirono e mi lasciarono sola, pensando che ero rattristata perché mi ero affezionata tanto a questi paesaggi ed altre stupidaggini. Schiocchezze! Il mio animo era inquieto solamente perché stavo per perdere Alister!
Quando raggiunsi un granaio, ove avevo dato appuntamento al moro, mi preparai … Si.. mi denudai e rimasi solo con una vestaglia leggera. Era estate ed era piacevole stare solamente con quel indumento di lino. Attesi con ansia il suo arrivo e m’immersi nella paglia, mentre mi scioglievo i capelli. Volevo le sue labbra, volevo il suo respiro sulla pelle.. volevo lui, almeno per quest’ultima sera. Piangevo mentre mi passavo le dita fra i capelli e lui arrivò quand’ero in lacrime. Mi guardò stupefatto e domandò
<Perché piangi? >
Ed io:
<Perché non ti vedrò mai più. >
<Ma che dici!? Sicuramente tua madre ti spedirà a casa. Lo sai che non ti sopporta e tollera poco la tua presenza.>
Diceva per rincuorarla, mentre appoggiava le sue grosse mani sulle sue esili spalle.
<Ma mi vuole trovare marito e se lo trova? Io che faccio? Non voglio nessun uomo che mi guarda sotto la gonnella. Sei tu l’unico che può farlo, tu e tu solo! Non voglio andare via..>
Lui rise e gli donò un piccolo bacio sulla fronte.
<E chi ti sposa? Guarda quanto sei magra. Non mangi e non sorridi. Poi sei intelligente, agli uomini non piacciono le tipe sveglie! Vogliono le oce e tu non lo sei. Sicuramente non troverai nessuno e ti spediranno nuovamente qui.> Si passò la lingua sulle labbra. <Mi prometti una cosa.>
<Che cosa devo prometterti?>
Chiesi con una vocina da fringuello.
<Una cosa molto semplice.>
<Dimmi!>
Lui mi diede un bacio sulle labbra. Mi cominciò a mormorare quelle parole, mentre mi toccava la stoffa, sfiorandomi impudicamente il seno
: <Mi giuri che sarò il primo ad averti? Oggi non posso, non posso farti mia, perché se in futuro ti controllassero tu saresti nei guai. E se il mio sene attecchisce dentro di te? No, è troppo rischioso! Non voglio rovinarti la vita più di quello che ho fatto. E' una cosa solenne fra noi due. Giurami che ti incontrerò di nuovo e che in questo stesso fienile ti farò mia. Ti renderò donna, perché solo io lo posso fare. Tu se mie, l'ho capito dal primo momento che ti ho guardato nella culla. Quando ci siamo visti la prima volta. Tu mi hai sorriso ed io ho già deciso "Lei è mia ed io la devo avere e proteggere". Emy, tu sei il mio piccolo usignolo e giurami che non avrai un'altro.>
Ogni tanto vedo quell’uomo alle terme, quello assieme alla bionda.. si.. quello che la decanta ogni volta e la tocca con fare poco casto. Ci litigo ogni volta e gli rispondo a tono. E’ indubbiamente più grande di me e sicuramente avrà trent’anni o cose così. Dopo una disquisito con lui, ripenso ad Alister e alle litigate che facevamo. Erano finte, lo provocavo apposta.. perché ad ogni litigio nuovo, lui mi toccava in parti nuove. Si.. quando guardo quello sconosciuto rimembro al mio bel giovincello e al suo desiderio delle mie carni ed io alle sue. Sicuramente si sarebbe divertito qui, mi avrebbe sfiorato e avremmo giocato assieme.
Mi avrebbe detto: Allora vieni o ti faccio qualcosa, ed io avrei protesto e lui mi si sarebbe gettato addosso , toccandomi e ridacchiando tutto compiaciuto.
Già, i nostri giochetti erano andati avanti allungo. Per ben due anni noi ci siamo sfiorati e assaporati. Lui aveva diciotto anni a quei tempi. Era un ragazzo bellissimo ed le ragazzine, che facevano le lavandaie, fantasticavano sul suo corpo, mormorando cose indecenti. Era attraente.. I muscoli si erano fatti tonici e la pelle aveva assunto una colorazione piacevolmente uniforme. Ogni tanto lo mettevano a lavorare nei campi e anche se svolgeva lavori di fatica, non si gustava mai. Dai racconti delle signorine della fontana, egli sembra che abbia assaporato la loro giovinezza. Molte ridacchiavano e raccontavano le loro esperienze nel fienile. Io ne ero gelosa! Quelle sciaquette si ed io no?! Ma io ero la sua preferita, lo sapevo in cuor mio. Egli mi dedicava novelle, mentre alle altre sgallettate solo rapporti fugati di notte brave. Leggevamo poesie e contemplavamo gli antichi assieme. Gli insegnai a leggere e scrivere e lui mi ricompensò con poesie e piaceri sensoriali. Non siamo mai andati oltre,purtroppo. Lui non mi voleva assolutamente inguainare ulteriormente.
<Guarda che sono un gentil uomo io.>
Diceva mentre si stendeva sul mio letto a giocare con i miei capelli sciolti e con’altra mano sfiorandomi il seno ancora piatto.
<Davvero? Non mi sembra, Eliter. >
<Eh no, un altro ti avrebbe presa e ti avrebbe reso pingue! Io, invece, faccio il galante ed evito di montarti. Poi come potremmo spiegare ad Ana che t'ho inguaiato ulterioralmente mettendoti incinta? Minimo ti mandano a fare la suora di clausura.>
Io storcevo le labbra e mi divertivo a sbottonargli i pantaloni.
<Ho ricevuto una lettera di mia madre, tornerà a casa fra qualche giorno. Meglio che per un po’ non ti fai vedere in giro, altrimenti ti caccia.>
<Che strazio, ma io voglio giocare con te! Va bene, va bene.. starò buono per un paio di giorni e poi appena se ne andrà, m’infilo di nuovo nella tua gonnella. Tanto un po' d'attesa che sarà mai?>
Noi due non sapevamo che stava per succedere. Non immaginavamo che le notti in cui lui s’infilava nel mio letto si sarebbero concluse. Mia madre, decise che era oppurtuno seguirla a Londra per andare a triun futuro consorte. La cosa mi ha distrutto non poco. Devo andarmi dalla mia città natale, devo andare via da Ana e dal mio Alister! Era troppo per me e quando me lo disse, io svenni nel salotto. Caddi a terra e quando mi risveglia diedi la colpa al corpetto che mi stringeva troppo.
Piansi per giorni, disperata! Si, diario, io ho un cuore.. e lo lasciato Cotswolds.
Prima di partire, nel pomeriggio, dissi che volevo fare una passeggiata nei campi, per salutare quei luoghi incantati e deliziarmi della loro vista un’ultima volta. Acconsentirono e mi lasciarono sola, pensando che ero rattristata perché mi ero affezionata tanto a questi paesaggi ed altre stupidaggini. Schiocchezze! Il mio animo era inquieto solamente perché stavo per perdere Alister!
Quando raggiunsi un granaio, ove avevo dato appuntamento al moro, mi preparai … Si.. mi denudai e rimasi solo con una vestaglia leggera. Era estate ed era piacevole stare solamente con quel indumento di lino. Attesi con ansia il suo arrivo e m’immersi nella paglia, mentre mi scioglievo i capelli. Volevo le sue labbra, volevo il suo respiro sulla pelle.. volevo lui, almeno per quest’ultima sera. Piangevo mentre mi passavo le dita fra i capelli e lui arrivò quand’ero in lacrime. Mi guardò stupefatto e domandò
<Perché piangi? >
Ed io:
<Perché non ti vedrò mai più. >
<Ma che dici!? Sicuramente tua madre ti spedirà a casa. Lo sai che non ti sopporta e tollera poco la tua presenza.>
Diceva per rincuorarla, mentre appoggiava le sue grosse mani sulle sue esili spalle.
<Ma mi vuole trovare marito e se lo trova? Io che faccio? Non voglio nessun uomo che mi guarda sotto la gonnella. Sei tu l’unico che può farlo, tu e tu solo! Non voglio andare via..>
Lui rise e gli donò un piccolo bacio sulla fronte.
<E chi ti sposa? Guarda quanto sei magra. Non mangi e non sorridi. Poi sei intelligente, agli uomini non piacciono le tipe sveglie! Vogliono le oce e tu non lo sei. Sicuramente non troverai nessuno e ti spediranno nuovamente qui.> Si passò la lingua sulle labbra. <Mi prometti una cosa.>
<Che cosa devo prometterti?>
Chiesi con una vocina da fringuello.
<Una cosa molto semplice.>
<Dimmi!>
Lui mi diede un bacio sulle labbra. Mi cominciò a mormorare quelle parole, mentre mi toccava la stoffa, sfiorandomi impudicamente il seno
: <Mi giuri che sarò il primo ad averti? Oggi non posso, non posso farti mia, perché se in futuro ti controllassero tu saresti nei guai. E se il mio sene attecchisce dentro di te? No, è troppo rischioso! Non voglio rovinarti la vita più di quello che ho fatto. E' una cosa solenne fra noi due. Giurami che ti incontrerò di nuovo e che in questo stesso fienile ti farò mia. Ti renderò donna, perché solo io lo posso fare. Tu se mie, l'ho capito dal primo momento che ti ho guardato nella culla. Quando ci siamo visti la prima volta. Tu mi hai sorriso ed io ho già deciso "Lei è mia ed io la devo avere e proteggere". Emy, tu sei il mio piccolo usignolo e giurami che non avrai un'altro.>

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